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Ascoli Satriano, presenze paranormali nel castello. Sindaco chiama gli esperti

Ascoli Satriano – L’antico castello di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, continua a far parlare di sè per presunte strane e misteriose presenze tra le sue mura.

“Verrà dato incarico ad esperti specializzati nel rilievo di fenomeni paranormali. Non era mai successo negli anni passati.

Nel maniero dei Duchi Marulli gli operai, impegnati nei lavori di restauro, hanno continuato ad avvertire presenze misteriose e paranormali.

Pertanto abbiamo deciso di dare incarico ad una associazione specializzata di Napoli affinché venga realizzato un video divulgativo sulla storia del sito, sulle eventuali presenze di attività paranormali che si manifestano in esso e i collegamenti storici ed esoterici del sito in oggetto”, scrive il sindaco Vincenzo Sarcone.

E continua: “A termine dei lavori di restauro dei sotterranei e degli spazi riportati alla luce dopo secoli di buio, verrà organizzato un tour tutto dedicato al Castello Ducale di Ascoli Satriano.

Si tratta di un percorso in cui ai visitatori, accompagnati da esperti di alchimia ed esoterismo, verranno svelati i segreti celati dalle prigioni e dalla sala delle torture, ed anche gli oscuri misteri legati alla antica porta ogivala murata dal Conte Nicola Sabrano”.

Il nostro Castello da sempre è considerato un luogo intriso di misteri alchemici che ruotano intorno al personaggio più esaltante ma anche scioccante del XIV sec. d. C.: Nicola Sabrano. La famiglia nobile de Sabran (italianizzato di Sabrano) proveniva dalla Francia – racconta il sindaco -.

Il primo della famiglia de Sabran o di Sabrano era Luigi, conte di Ascoli per matrimonio, quando sposò la contessa di Ascoli Maria da Marzano figlia ed erede di Riccardo, conte d’Ascoli, e di Margherita d’Aquino, contessa d’Ascoli.

Il Conte Nicola ancora oggi incute timore poiché, oltre ad aver ucciso nel maggio del 1347 tutti i notabili ascolani, era considerato pure un alchimista diabolico che faceva rapire dei poveri disperati i cui corpi servivano per i suoi turpi esperimenti.

Entrando nelle stanze del Castello, recentemente riportate alla luce dopo secoli, la prima impressione è quella di trovarsi in un luogo angoscioso carico di pathos”.

Redazione

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