
FOGGIA – Il rimpasto della Giunta comunale di Foggia non convince il consigliere comunale Nunzio Angiola, che in una nota critica duramente le scelte dell’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo, definendo l’operazione «una montagna che ha partorito il topolino».
Secondo Angiola, dopo oltre due anni di tensioni interne alla maggioranza, richieste di maggiore rappresentanza e trattative politiche, il rimpasto sarebbe arrivato senza produrre alcun reale cambiamento nell’azione amministrativa. Una decisione maturata, osserva il consigliere, in un momento particolarmente delicato e a ridosso dell’approvazione del Rendiconto 2025.
Nella sua analisi, Angiola ripercorre l’evoluzione degli equilibri politici all’interno della coalizione di governo cittadina, evidenziando il crescente peso assunto da nuovi gruppi e componenti della maggioranza e sottolineando come anche il Partito Democratico sarebbe uscito ridimensionato dalla trattativa, senza ottenere né un quarto assessorato né la delega all’Urbanistica.
Particolarmente critica la valutazione sull’estromissione degli assessori riconducibili all’ex consigliere regionale Sergio Clemente. Una scelta che, secondo Angiola, solleva interrogativi politici e amministrativi, soprattutto alla luce delle responsabilità maturate nei rispettivi settori fino a pochi giorni fa.
Per il consigliere di “Cambia”, il rimpasto non sarebbe stato determinato da una valutazione sui risultati raggiunti dagli assessori, ma esclusivamente dalla necessità di riequilibrare i rapporti di forza all’interno della maggioranza. «Non conta come si governa, conta chi deve essere accontentato», sintetizza.
Angiola sostiene inoltre che, se il criterio fosse stato realmente quello dell’efficacia amministrativa, la verifica avrebbe dovuto coinvolgere anche altri componenti della Giunta, giudicati insufficienti nella gestione delle rispettive deleghe.
Da qui il giudizio finale: il rimpasto non rappresenterebbe una svolta per Palazzo di Città, ma l’ennesimo assestamento interno a una coalizione impegnata soprattutto nella redistribuzione degli incarichi. «Dopo due anni di tensioni e verifiche – conclude – la maggioranza sembra essere rimasta esattamente dove si trovava prima, con gli stessi problemi e le stesse difficoltà nel governare la città».
Per Angiola resta quindi aperto l’interrogativo principale: se il nuovo assetto della Giunta riuscirà davvero a migliorare la capacità amministrativa del Comune oppure se cambieranno soltanto i protagonisti, lasciando irrisolte le criticità che continuano a segnare l’azione di governo cittadina.

