Cronaca

Aggressione sul treno Foggia–Bari, il racconto di Vincenzo Rizzi: «Mio figlio picchiato da un branco»

I presunti autori dell’aggressione sono stati identificati dalla polizia ferroviaria.

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FOGGIA – Un viaggio in treno come tanti, trasformato in pochi minuti in un incubo. È il racconto affidato ai social da Vincenzo Rizzi, già consigliere comunale di Foggia, che ha denunciato l’aggressione subita dal figlio durante un viaggio serale verso Bari.

Secondo quanto riferito, la sera del 28 febbraio il giovane era partito dal capoluogo dauno con il treno regionale delle 22.06 diretto a Bari. Alla fermata di Trani, sul convoglio sarebbero saliti una quindicina di ragazzi che avrebbero iniziato a creare disordini tra fumo, schiamazzi e provocazioni. Poco dopo il gruppo avrebbe preso di mira il ragazzo, accerchiandolo e aggredendolo con pugni e minacce.

Il giovane – racconta il padre – avrebbe cercato di difendersi senza reagire alla violenza, tentando solo di proteggersi e di evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. L’aggressione sarebbe proseguita fino alla fermata di Bisceglie, dove il ragazzo è riuscito a scendere dal treno. Anche sulla banchina, però, il gruppo avrebbe continuato a colpirlo prima che riuscisse a rientrare sul convoglio.

Il bilancio è stato di un volto tumefatto, un dente scheggiato e il cellulare rubato. Solo grazie all’aiuto di un passeggero, che gli ha prestato il telefono, il giovane è riuscito a contattare le forze dell’ordine.

I genitori sono poi partiti da Foggia per raggiungerlo a Bari e accompagnarlo al Policlinico di Bari, dove è stato sottoposto agli accertamenti medici. Nei giorni successivi è stata presentata una denuncia alla Polizia Ferroviaria di Foggia.

Secondo quanto riferito da Rizzi, grazie anche alle telecamere di videosorveglianza presenti nelle stazioni e sui treni, sarebbero stati identificati 14 minorenni, ritenuti presunti responsabili dell’aggressione.

Nel suo lungo post l’ex consigliere comunale ha voluto ringraziare sia gli agenti della Polfer per la professionalità dimostrata nelle indagini, sia il passeggero che ha aiutato il figlio in un momento di difficoltà. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche all’avvocata Innocenza Starace, che si è resa immediatamente disponibile ad assistere la famiglia.

«Non è stata una ragazzata né una semplice lite – scrive Rizzi – ma un’aggressione di gruppo che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi». Da qui l’appello alla responsabilità e alla necessità di garantire maggiore sicurezza sui treni.

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