Aeroporto Gino Lisa, l’allarme del Comitato: poche rotte e sviluppo ancora fermo

FOGGIA – Il Comitato Vola Gino Lisa lancia un nuovo allarme sul futuro dell’aeroporto di Foggia, mentre si attende l’avvio dei lavori di ampliamento e riqualificazione da parte di Aeroporti di Puglia. Al centro delle preoccupazioni c’è il limitato sviluppo delle rotte estive, attualmente ridotte ai soli collegamenti con Milano Linate e Torino, operati da Aeroitalia, ritenuti insufficienti per sostenere il turismo e la crescita dello scalo.
Secondo il presidente Maurizio Antonio Gargiulo, il ritorno del volo su Milano Linate rappresenta un segnale positivo, ma non adeguato alle ambizioni di un aeroporto riaperto ormai da quattro anni. I circa 10 mila passeggeri registrati tra novembre e dicembre 2025 sono incoraggianti, ma le stime per il 2026 difficilmente supereranno i 100 mila passeggeri annui.
Il Comitato evidenzia diverse criticità strutturali, a partire dall’assenza di un distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco, considerato essenziale per elevare gli standard di sicurezza e attrarre nuovi vettori. Persistono inoltre i limiti legati alla pista, lunga 2.000 metri ma sottoutilizzata, e alla mancanza del sistema di atterraggio strumentale ILS, che rende lo scalo vulnerabile alle condizioni meteo.
A pesare è anche la presenza di un solo vettore, che limita la concorrenza e l’offerta per i passeggeri. L’assenza di compagnie low cost, decisive per la crescita degli aeroporti di Bari e Brindisi, riduce ulteriormente la competitività del Gino Lisa, mentre il progetto Puglia Sky non è ritenuto sufficiente come soluzione strutturale.
Critico anche lo stato dell’aerostazione, giudicata obsoleta e non adeguata, con lavori di riqualificazione che difficilmente saranno completati in tempo per l’estate 2026. Di conseguenza, la prossima stagione estiva rischia di registrare numeri simili agli anni precedenti, con incrementi limitati.
Il Comitato chiede l’attivazione di nuove rotte nazionali e internazionali e invita gli operatori turistici del territorio a sostenere lo sviluppo commerciale dello scalo. «Il Gino Lisa – conclude il Comitato – non può essere solo una questione politica o sociale: deve puntare all’autosostenibilità e a una reale visione di futuro».