ROMA – Raddoppiare entro dicembre la disponibilità di acqua destinata alla Puglia. È l’obiettivo indicato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, nell’ambito del piano per recuperare la capacità degli invasi e potenziare le infrastrutture idriche del Mezzogiorno. Il punto centrale dell’intervento riguarda la diga di Monte Cotugno, a Senise, nel Potentino. L’invaso dispone attualmente di circa 250 milioni di metri cubi d’acqua e i lavori già avviati consentiranno di recuperarne altri 120 milioni, portando la capacità disponibile a circa 370 milioni di metri cubi, con benefici per Puglia, Basilicata e Calabria.
L’intervento non punta soltanto ad aumentare la quantità d’acqua accumulabile, ma anche a garantire una riserva utilizzabile più a lungo nei periodi di scarse precipitazioni. L’obiettivo è infatti portare l’autonomia del sistema da uno a due anni.
Sulla diga, considerata la più grande d’Europa in terra battuta, è in corso il rifacimento del manto di superficie, un’opera rimasta ferma dal 2015 per vicende burocratiche e giudiziarie. Il completamento dei lavori dovrebbe restituire piena funzionalità al bacino, rafforzandone il ruolo di riserva strategica per l’intero sistema idrico meridionale.
Il piano di Acque del Sud coinvolge anche le dighe del Pertusillo, Camastra, Acerenza e Genzano, con interventi finalizzati alla gestione, manutenzione e valorizzazione delle principali infrastrutture idrauliche.
Per la Puglia, alle prese con siccità e forte fabbisogno agricolo, l’incremento della capacità degli invasi rappresenta una priorità. La strategia indicata dal ministro punta quindi a trattenere una maggiore quantità di acqua nei periodi favorevoli per renderla disponibile nei mesi più difficili, riducendo la vulnerabilità del sistema davanti alla crescente pressione sulle risorse idriche.
