Cronaca

A “Belve Crime” su Rai 2 le confessioni di Teresa Potenza: la donna smantellò la mafia di Cerignola

La testimone di giustizia ha raccontato gli anni trascorsi accanto al boss della malavita Giuseppe Mastrangelo

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Per la prima volta in televisione Teresa Potenza, testimone chiave del processo “Cartagine” contro la criminalità organizzata, ha raccontato l’esperienza trascorsa accanto al boss cerignolano Giuseppe Mastrangelo, personaggio di spicco della malavita foggiana tra gli anni Ottanta e Novanta, condannato a tre ergastoli per omicidi e reati legati alla mafia.

Nella puntata di ieri sera di “Belve Crime” su Rai 2 la conduttrice Francesca Fagnani ha intervistato la donna che, dopo aver tollerato maltrattamenti e violenze fisiche e psicologiche durante la relazione con l’ex compagno Mastrangelo, ha deciso di collaborare con la giustizia per proteggere se stessa, ma soprattutto il figlio che portava in grembo.

Le dichiarazioni e le testimonianze di Teresa Potenza sono state decisive all’interno del processo “Cartagine”, che ha portato alla scoperta di relazioni interne al clan, rapporti esterni con gli affiliati, dettagli su traffici illeciti e sugli efferati omicidi compiuti.

Quando gli ho detto che volevo lasciarlo e rifarmi una vita, mi ha portato in aperta campagna, al buio, mi ha fatto spogliare nuda, ero in ginocchio. Poi mi ha urinato addosso puntandomi la pistola in bocca. Diceva che era Dio, e che poteva decidere chi vive e chi muore. Tu che vuoi scappare, meriti questo. Mi ha detto così. Ho avuto tanta paura”, le parole di Teresa Potenza evocano un clima di terrore e soprusi.

Questo è uno spaccato crudo sulla malavita cerignolana degli anni Ottanta e Novanta, che attraverso le parole di una donna coraggiosa torna a ricordarci un periodo cupo della nostra città.

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