35 milioni ad Apricena? Tra propaganda social e realtà: la nota stampa di Apricena Futura
Il piano a cui ci si riferisce è quello previsto da Arca Capitanata, che coinvolge diversi comuni del territorio

“Se pensavate che il Piano Marshall fosse stato un investimento ambizioso, evidentemente non avete ancora visto l’ultimo video del sindaco di Apricena, Antonio Potenza”. Comincia così la nota stampa di Apricena Futura, che riportiamo qui di seguito integralmente:
“Con l’entusiasmo di chi ha appena trovato la lampada di Aladino tra le cave di pietra, il primo cittadino ha lasciato intendere ai cittadini l’arrivo di oltre 35 milioni di euro destinati alla ristrutturazione delle case popolari della città.
Una cifra che, raccontata così, farebbe immaginare un intervento capace non solo di riqualificare ogni alloggio, ma forse anche di rifinirlo in oro zecchino, installare rubinetteria in platino e, se avanzasse qualcosa, persino investire in qualche satellite sopra Corso Roma. Peccato però che, come spesso accade nella comunicazione costruita più per i social che per la realtà, le cose stiano in maniera ben diversa.
Carte alla mano, infatti, il piano a cui si fa riferimento è quello di Arca Capitanata, che prevede un investimento complessivo di oltre 353 milioni di euro nel triennio 2026-2028, destinato però all’intera provincia di Foggia e non certo al solo Comune di Apricena. Un programma articolato che coinvolge diversi centri, da Cerignola a Margherita di Savoia, passando per numerosi altri comuni del territorio. Non un tesoretto locale, dunque, ma una pianificazione ampia e distribuita.
A questo si aggiunge un elemento fondamentale che contribuisce a chiarire ulteriormente il quadro: la convenzione per la candidatura a un bando regionale finalizzato alla costruzione di due palazzine di edilizia residenziale pubblica è stata firmata già nel 2020. Un passaggio che dimostra come il percorso amministrativo su questi temi venga da lontano e non possa essere ricondotto a narrazioni improvvise o a risultati presentati come nuovi.
In sostanza, è come vantarsi di un banchetto da 500 portate dimenticando di dire che gli invitati sono centinaia: alla fine, a ciascuno spetterà una parte, non certo l’intero servizio. Ed è proprio questa distinzione, fondamentale per una corretta informazione ai cittadini, che sembra essere sfuggita nella narrazione proposta dal sindaco.
Apricena Futura, pur prendendo atto con soddisfazione del risultato ottenuto da Arca Capitanata e delle opportunità che potranno ricadere anche sulla città, ritiene doveroso ristabilire la verità dei fatti e ricordare che questo percorso nasce da un lavoro lungo e concreto. Un lavoro portato avanti negli anni anche grazie alle sollecitazioni e alle continue interlocuzioni di Ada Soccio, nella sua veste di assessore alle Politiche Sociali, che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione su queste tematiche.
Ancora una volta, invece, si assiste a una comunicazione fuorviante, in cui la fretta di apparire e di costruire consenso sembra prevalere sulla correttezza e sulla trasparenza. Amministrare significa assumersi la responsabilità di raccontare i fatti per ciò che sono, numeri alla mano, senza gonfiarli né adattarli alle esigenze della propaganda.
Il piano di Arca Capitanata rappresenta senza dubbio un’opportunità importante, ma è anche un intervento complesso, fondato su equilibri delicati tra pubblico e privato, su stime di risparmio energetico e su una gestione amministrativa che dovrà essere rigorosa e puntuale. La sua riuscita dipenderà dalla capacità di controllo, dalla solidità tecnica e dalla gestione dei tempi e delle procedure, soprattutto in relazione ai fondi europei e ai meccanismi di rendicontazione.
E allora, al di là degli annunci e degli effetti speciali, la vera domanda resta una sola: in un territorio complesso come quello della provincia di Foggia, la pubblica amministrazione ha davvero gli strumenti per governare un piano di questa portata nei prossimi quindici o vent’anni? Perché è su questo che si misurerà la credibilità delle istituzioni. Non sui numeri raccontati nei video, ma su quelli che, alla fine, diventeranno realtà”.

