Foggia Reporter

Il 13 giugno si festeggia Sant’Antonio di Padova, il frate dei miracoli che predicava contro le eresie e che nacque in Portogallo. In passato, e tuttora a livello popolare, veniva usata impropriamente la preposizione “da”; il santo portoghese, dottore della Chiesa, era noto quindi come “Sant’Antonio da Padova”, come se provenisse dalla città del Veneto.

A Foggia, nella zona periferica sud della città, precisamente in via Filippo Smaldone, c’è una chiesa che celebra il santo portoghese. La Chiesa di Sant’Antonio di Padova fu voluta da monsignor Lenotti il 1º giugno 1966 che l’affidò ai frati minori. Il 24 giugno 1972 fu benedetta e posata la prima pietra da padre Angelo Marracino. I lavori finirono il 13 giugno 1979, quando la chiesa fu aperta al culto. La chiesa venne consacrata il 5 maggio 1991 da monsignor Giuseppe Casale.

Ecco la storia di Sant’Antonio di Padova

Sant’Antonio di Padova è noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa). Nato a Lisbona nel 1195, fu un religioso e presbitero portoghese appartenente all’Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.

A circa 15 anni entra nel convento agostiniano S. Vincenzo, fuori le mura di Lisbona, per aderire al progetto di consacrazione a Dio che aveva maturato sin dai suoi primi anni di formazione sotto la guida dei canonici del Duomo. Nel 1219, a 24 anni, viene ordinato prete.

Invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare san Francesco e sul mandato dello stesso Francesco inizierà poi a predicare in Romagna e poi nell’Italia settentrionale e in Francia.

Nel giugno del 1231 si trova a Camposampiero e, sentondosi male, chiede di rientrare a Padova, dove vuole morire: spirerà nel convento dell’Arcella. Spirò mormorando: “Vedo il mio Signore”. Era il 13 giugno e aveva solamente 41 anni. Venne sepolto a Padova, nella chiesetta di santa Maria Mater Domini, il rifugio spirituale del Santo. Prima di un anno dalla morte, la fama dei tanti prodigi compiuti, convinse Gregorio IX a bruciare le tappe del processo canonico e a proclamare il frate originario del Portogallo, Santo, il 30 maggio 1232, a Spoleto.

Quali furono i prodigi di Sant’Antonio di Padova?

Sant’Antonio è conosciuto anche come il Santo dei Miracoli, o il Taumaturgo, cioè colui che opera  prodigi. Ovviamente si è liberi di non credere, vi riportiamo, però, alcuni dei miracoli più “famosi” attribuiti al Santo.

Il neonato che parla: a Ferrara una famiglia è minacciata dal sospetto nato dalla gelosia: un padre non vuole nemmeno toccare il figlio nato da pochi giorni perché crede che sia frutto di un tradimento della moglie. Antonio prende in braccio il neonato e gli dice: “Ti scongiuro in nome di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nato da Maria vergine, di dirmi a voce chiara, così che tutti sentano, chi è tuo padre”. Il bambino, fissando negli occhi il genitore, visto che non può muovere le mani, legate dalle fasce, dice: “Ecco, questo è mio padre!”. E rivolgendosi all’uomo il Santo aggiunge: “Prendi tuo figlio, e ama tua moglie, che è intemerata e merita tutta la tua riconoscenza”.

Il cuore dell’avaro: in una località della Toscana si stanno celebrando con solennità i funerali di un uomo molto ricco. Al funerale è presente Antonio, che, scosso da un’ispirazione, si mette a gridare che quel morto non va sepolto in luogo consacrato, perché il cadavere è privo di cuore. I presenti rimangono sconvolti e inizia un’accesa discussione. Alla fine vengono chiamati dei medici, che aprirono il petto al defunto. Il cuore non è effettivamente nella cassa toracica e viene poi rinvenuto nella cassaforte dov’era conservato il denaro.

Fonte: santiebeati.it, santantonio.org