Xylella alle porte della Capitanata, Cera: Regione intervenga per eviatare disastro ambientale

BARI – La xylella è arrivata a meno di 60 km dalla provincia di Foggia. Questo il dato allarmante che si evince dalla notizia di qualche giorno fa della scoperta dell’infezione in alcuni alberi a Bisceglie.

“A rischio infezione – ha evidenziato il consigliere regionale Napoleone Cera – ci sono milioni di ulivi, con circa 15 varietà autoctone, tra cui la Coratina, la Peranzana e l’Ogliarola Garganica, senza dimenticare quella presente più a sud, la celebre Bella di Cerignola, la cultivar più vicina agli alberi malati di Bisceglie”.

“Un patrimonio economico, ecologico e paesaggistico da difendere a tutti i costi – ha rimarcato Cera –. L’epidemia sta correndo veloce e inesorabile verso nord, la superficie demarcata come infetta è di oltre 8 mila km quadrati, pari al 40% del territorio pugliese. Uno studio del Cnr prevede uno scenario di sviluppo allarmante se non si interviene in modo decisivo. Si è stimato che la diffusione del batterio nei prossimi 50 anni potrebbe costare a Grecia, Italia e Spagna dai 2 a 17 miliardi di euro”.

Intanto gli alberi morti in Puglia sono già più di 21 milioni, uccisi da quello che è stato definito il fuoco invisibile per via del caratteristico disseccamento che la malattia provoca alla pianta.

“Ciò nonostante – fa notare il consigliere – il presidente della Regione Michele Emiliano per anni ha rassicurato tutti dicendo che l’epidemia fosse sotto controllo, che fosse stata fermata al sud della Puglia. Ma evidentemente i fatti lo hanno smentito. Sono numerosi gli esperti, i tecnici, gli studiosi e gli addetti ai lavori che hanno criticato i tentennamenti della politica di fronte ad un problema che oggi si manifesta in tutta la sua drammaticità. All’epoca si parlò addirittura di un complotto ai danni dell’olivicoltura pugliese, su cui indagò, senza esito, anche la Procura di Lecce, una clamorosa fake news che in qualche modo contrastò e si oppose alla scienza che provava a dare soluzioni quando la diffusione del contagio era ancora limitata. Quegli stessi negazionisti che Emiliano incontrò. Non possiamo dimenticare l’atteggiamento ondivago del nostro governatore nell’approccio alla xylella: da un lato ammetteva la necessità di adeguarsi alle prescrizioni dell’Unione europea, dall’altro plaudiva all’azione di quei magistrati che fermarono l’eradicamento delle piante malate; da un lato ha chiesto risorse al governo per ristorare gli imprenditori agricoli e rigenerare il comparto, dall’altro ha voluto nella sua commissione una persona vicina ai negazionisti, quegli stessi negazionisti che impedirono i primi tagli arrampicandosi sugli alberi, quegli stessi negazionisti che apposero persino una targa per celebrare il salvataggio. Di alberi ormai morti”.

Ora la xylella lambisce la provincia di Foggia: “E questo non può che destare la nostra massima preoccupazione – incalza Cera -. La politica regionale finora non è stata in grado di dare risposte efficaci, anzi, in molti ritengono che l’inconsistenza della azione amministrativa sia alla base della propagazione indisturbata della malattia. Ora però non c’è più tempo per i proclami e le dichiarazioni populiste da campagna elettorale. L’incapacità di questa maggioranza è sotto gli occhi di tutti, è il momento di dare un deciso giro di vite alla gestione di questo vero e proprio disastro ambientale, prima che sia troppo tardi”.

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