ROMA – La Camera dei deputati ha approvato il provvedimento che introduce il gratuito patrocinio, senza limiti di reddito, per i familiari delle vittime di incidenti sul lavoro e per i lavoratori che abbiano riportato un’inabilità permanente totale. Per diventare legge, il testo dovrà ora completare l’iter al Senato.
A rivendicare il risultato è il deputato di Forza Italia Giandiego Gatta, che aveva annunciato il proprio impegno parlamentare sul tema. «È una battaglia di civiltà, condivisa da tutte le forze politiche, che finalmente diventa realtà», ha dichiarato, sottolineando la necessità di non lasciare sole le famiglie di chi perde la vita mentre lavora.
Soddisfazione anche da parte di Davide Lavermicocca, segretario generale della Fillea Cgil Bari-Bat, secondo cui il provvedimento consentirà ai familiari di affrontare i procedimenti giudiziari senza essere frenati dalle spese legali. «Nessuno, dopo una tragedia, deve rinunciare alla giustizia perché non può sostenere i costi della tutela legale», afferma, chiedendo al Senato di approvare rapidamente la norma.
La proposta riguarda i procedimenti penali relativi a reati commessi in violazione delle norme antinfortunistiche che abbiano provocato la morte o l’inabilità permanente totale del lavoratore. Per la Fillea, il via libera della Camera rappresenta un risultato importante, frutto anche della mobilitazione dei familiari delle vittime, ma non deve essere il punto d’arrivo.
A ricordare la gravità del fenomeno sono i dati citati dal sindacato: nei primi otto mesi del 2026 in Puglia sono state presentate sei denunce di infortunio mortale nel settore delle costruzioni. Nel 2025, invece, le denunce mortali in tutti i settori sono state 18 nella provincia di Bari e otto nella Bat. La Fillea Cgil chiede inoltre l’introduzione di una specifica aggravante per l’omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura nazionale specializzata, per migliorare il coordinamento delle indagini e l’accertamento delle responsabilità. Alle tutele legali, conclude Lavermicocca, devono affiancarsi prevenzione, controlli efficaci nei cantieri, formazione, imprese qualificate e rispetto dei contratti. «Il diritto alla giustizia è fondamentale, ma deve accompagnarsi a un rafforzamento della prevenzione. Il primo diritto resta quello di tornare a casa vivi e in salute».
