Categorie: Cultura e territorio

Viaggio alla scoperta delle borgate di Foggia, tra storia, abbandono e arte

A pochi chilometri da Foggia sorgono antiche borgate rurali

Foggia – Vi parliamo spesso dei tanti edifici, chiese e piazze che caratterizzano il centro di Foggia e i suoi quartieri, questa volta vogliamo portavi con noi in un viaggio molto particolare, ricco di storia, architettura, arte e, purtroppo, abbandono. Andiamo alla scoperta delle borgate di Foggia.

Il nostro territorio fu interessato dal grande piano di bonifica del Tavoliere, solennemente annunciato da Mussolini a Foggia l’8 settembre 1934. Nei territori risanati dal regime furono costruiti borghi di fondazione per servire le numerose case coloniche, abitate da famiglie di agricoltori.

Tra il 1934 e il 1935, tuttavia, verrà attuato soltanto il borgo La Serpe (attuale Borgo Mezzanone) e in seguito le borgate di Tavernola e Siponto.

Successivamente, tra il 1937 e il 1938, fu rilanciato dal regime il piano di bonifica: obiettivo principale del nuovo piano è la realizzazione di nuovi centri comunali e di borgate rurali.

Il nostro viaggio parte dalla borgata rurale dell’Incoronata. Qui tra distese di erba e campi coltivati sorge un piccolissimo centro che si sviluppa intorno al rinomato Santuario dell’Incoronata.

Questo santuario sorge nel luogo in cui, secondo l’antica leggenda, nell’anno 1001, su di una maestosa quercia, apparve la Madonna.

Crediti Foto: Saralessandrini Itinerari Religiosi

Borgo Incoronata, come le altre borgate che si sviluppano a pochi chilometri dal centro cittadino, è nato negli anni ’20 per volere di Mussolini. In questo piccolo borgo il tempo sembra essersi fermato: tutto procede in modo lento seguendo i ritmi della natura.

Per la presenza del Santuario, questo borgo, è un’importante meta per i pellegrini ma anche per i turisti che, visitando la città di Foggia, vogliono spingersi al di fuori del centro per respirare un’aria più pura, grazie alla presenza di un bellissimo bosco che, a partire dal 2006, è stato nominato parco naturale regionale.

Continuiamo il nostro viaggio. Ci spostiamo, ora, a Borgo Segezia, la borgata che forse più delle altre ha risentito dell’architettura fascista.

Questo piccolo e caratteristico borgo rurale progettato dall’architetto Concezio Petrucci, è infatti un perfetto esempio di architettura del Ventennio. Qui si possono ammirare le ceramiche di Vietri della Chiesa dell’Immacolata di Fatima, l’imponente campanile, gli uffici dell’O.N.C. e la Casa del Fascio.

Borgo Segezia fu inaugurato il 29 settembre del 1942. Il nucleo centrale di Borgo Segezia è costituito da una piazza rettangolare nella quale confluiscono due assi viari perpendicolari tra loro. Tutti gli edifici si sviluppano intorno a questa grande piazza.

Molto particolare è la Chiesa di Borgo Segezia, dedicata all’Immacolata di Fatima. La chiesa è impreziosita da una facciata in pietra di Trani con incastonate formelle in ceramica di Vietri.

Crediti Foto: Foggia Svelata

Il nostro viaggio continua, ci spostiamo ora a borgo Duanera-La Rocca. Questo piccolo borgo ubicato in prossimità del Regio Tratturo, a 7 Km. da Foggia nei pressi della statale Foggia-S. Severo, deriva il proprio toponimo da una piccola stazione della Dogana della Mena delle Pecore.

La borgata si sviluppa intorno alla caratteristica chiesa intitolata a S. Isidoro Agricoltore fu solennemente benedetta da Mons. Farina nel 1953. La Borgata fu ufficialmente inaugurata nel 1954 dal Senatore Medici (un cippo in pietra posto all’ingresso del borgo ne riferisce la data di erezione).

Oggi, purtroppo, della piccola chiesetta resta ben poco. La chiesa, con la sua facciata a capanna con nartece sottostante ed il battistero esterno a pianta ottagonale, riprende gli stilemi medievali, ma presenta un forte elemento di novità, l’assenza del campanile, presente nelle chiese di tutti gli altri borghi.

Crediti Foto: Domenico Mazzaro

Il nostro viaggio termina in una delle borgate più discusse, sicuramente quella maggiormente posta sotto i riflettori della stampa locale e nazionale, stiamo parlando di Borgo Mezzanone.

La sua fondazione risale al 1934 durante la bonifica condotta dal Regime fascista, e poteva ospitare 700 abitanti; i coloni insediati nel borgo erano nativi di cinque comuni limitrofi, tra cui Bovino, Manfredonia e San Ferdinando di Puglia. In origine il nome era Borgo La Serpe in ricordo del giovane fascista cerignolano Raffaele La Serpe.

Questa antica borgata che rappresenta, in realtà, una frazione di Manfredonia, ospita un’ex base aerea dell’Aeronautica Militare Italiana dismessa e il Centro di accoglienza per Immigrati.

Negli ultimi anni si sono accesi i riflettori sul “ghetto” di Borgo Mezzanone: un agglomerato abusivo di baracche, spesso molto pericolose, sorto accanto al Cara, il Centro richiedenti asilo.

Attività commerciali abusivi, caporalato, prostituzione e tanti altri reati avvengono all’ordine del giorno in questo ghetto, uno dei più grandi del nostro Paese. Una vera e propria vergogna a due passi da Foggia. Una zona difficile, dove spesso la disperazione, purtroppo, si trasforma in criminalità.

Fonte: http://manganofoggia.ithttps://www.viaggiareinpuglia.it

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Pubblicato da
Annarita Correra