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Natale in Daunia: tradizioni che legano passato e presente

Nella provincia di Foggia folklore e tradizione popolare caratterizzano ancora oggi le ricorrenze più importanti come quella del Natale. Questa festività è una delle più sentite già solo per i preparativi che richiedono impegno e dedizione in tutto il mese che precede la festa. A Foggia il Natale è sinonimo di dicembre: alla Vigilia di Natale non ci si può arrivare impreparati e nell’attesa ci si organizza con largo anticipo. Un vero e proprio lavoro edile per i ragazzi e i bambini dei quartieri della città che per preparare un falò degno dell’Immacolata, adoperano le proprie conoscenze “ingegneristiche” per realizzare maestose piramidi in legno. Un rito molto sentito già un tempo, quando fanciulli di tutte le età svolgevano una vera e propria gara tra rioni! Intanto nelle case l’odore di pettole e pizze fritte incalza e si fa spazio a pupazzi, colori ed alberi: ad un tratto tutta la cittadina si illumina a festa! Tuttavia, se imagesoggi si esibiscono delicati presepi in ceramica o allestimenti con luci policromatiche e ruscelli elettrici, un tempo si lavorava di fantasia ed ecco che in quel sacro angolino di casa prendevano luogo un albero addobbato di agrumi, frutta secca e cotone e un  presepe semplice, ma di grande valore… tutto rigorosamente fatto a mano. Per realizzare il presepe ci si recava dal falegname o si rovistava fra lo scarto dei materiali edili in modo da poter recuperare il materiale necessario. Il presepe, infatti, ha un ruolo ben radicato in Daunia tanto che numerosi paesi del Gargano, come Rignano Garganico e Torremaggiore, e del Subappennino Dauno, come Deliceto e Candela, ospitano teatrali presepi viventi, dando un ruolo specifico a ciascun cittadino (http://www.presepevivente.it/826/Puglia/Torremaggiore/Presepe-Vivente). In Capitanata l’arte del presepe ha un grande valore tanto che oggi vi si dedicano anche spazi espositivi per osservare opere senza tempo che incantano turisti e passanti.

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Anche Dopo il 13 dicembre, Festa di Santa Lucia, a Foggia e nel resto della Capitanata si inizia ad “mbastà” (preparare) la pasta dedicata alla realizzazione di pietanze tipiche. Anticamente si attendeva tutto l’anno per assaggiare pastarelle, mandorle attorrate (o atterrate), calzoncelli, cartellate, mostaccioli, scaldatelli e taralli neri. Il Natale stava davvero arrivando! Una volta pronte, le delizie erano riposte sugli armadi, lì in alto dove mani golose non sarebbero arrivate. E guai a mangiarne prima di Natale! La Vigilia, infatti, era tanto attesa e non solo per le leccornie, ma anche per il divertimento. Quest’ultimo, come i dolci della tradizione, fortunatamente non mancano mai neanche oggi. Le strade e le calde dimore della città brulicano di gente tra chi si saluta, fa visita ad amici e parenti, qualche ultimo acquisto tra gli stand del centro e dà baci e abbracci alle donne di famiglia intente a preparare il cenone. Ah il cenone! Quanta abbondanza tra capitone al sugo, baccalà fritto, linguine all’anguille spaghetti col tonno. Ovunque voi andiate, dal Subappennino al Gargano, il menù del 24 è rigorosamente a base di pesce. Una serata magica fatta di tradizioni e riti, a volte anche superstiziosi come quelli del malocchio: pare che la notte che intercorre tra il 24 e il 25 dicembre sia adatta per insegnare le antiche pratiche di guarigione dal mal di testa. Davvero grasse risate nell’ultima fase della giornata tra la tombola e la santa messa di Natale, quando tra una pancia piena e un limoncello digestivo il bingo e la quaterna non arrivavano mai!

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Il Natale di ieri e il Natale di oggi, una festa vissuta sempre con immensa gioia e calore in una terra ospitale come la Daunia, ricca di saperi che vale la pena scoprire.

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