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#1: Monti Dauni in tavola!

I monti della Daunia sono la giusta meta per il turismo slow ed oltre ad essere belli, sono anche buoni. Perché? Un percorso enogastronomico sulle tavole daune per scorprirlo insieme. 

La Daunia, quella parte della Puglia che ospita la montagna… Insolito per una regione come questa, identificata con il mare. Eppure lì, al confine con la Campania,  sorge la parte appenninica della Puglia, dove i tramonti sono un must. Abbondante la natura come anche la storia, l’archeologia e le tradizioni culinarie che, tra una valle e una collina dei 29 comuni, nascondono sempre qualche segreto. I Monti Dauni sono attraenti e sanno farsi amare un po’ per tutto, ma anche per la cucina associata alla genuinità e alla semplicità. Beh… non è difficile immaginarsi che dove si viva bene, si mangi altrettanto! Qui, la vita è lenta e si svolge in simbiosi con la terra e i suoi frutti. Come si dice: non si butta via nulla!

 

Il tour enogastronomico parte proprio da qui, dalla terra generosa e dai beni preziosi che essa offre. Passeggiando tra boschi e sentieri, ogni stagione riserva profumi speciali di tartufi ed asparagi che in un tripudio di sapori e colori si ripropongono a tavola. Infatti, gli usi e i costumi della cucina si sposano con quelli contadini: erbe aromatiche (timo, origano, rosmarino, aneto, basilico, ecc…) ed erbetta spontanea, la tipica verdura in foglie (rucola, cicoria, cime di rapa, senape e bietole selvatiche, cardo, ortica, ecc..) spesso si accompagnano alla pasta fresca fatta in casa. Eh già! Non si dimentichi che ci si trova nella fonte del grano, altro prodotto essenziale nelle colture autoctone, da cui derivano farine pregiate come quella di grano arso, l’Armando e la Senatore Cappelli, ideali per la preparazione del pane, orecchiette, cavatelli, troccoli, lagane e pizzarelle.

Le erbe di qualità sono le stesse con cui si nutrono gli animali del territorio come vitelli ed agnelli, mucche e pecore, da cui si ricavano formaggi freschi e stagionati. Mozzarelle (nodini e fiordilatte), ricotte, canestrato e caciocavalli speziati meritano di essere assaggiati almeno una volta! Nella fattoria dauna non manca il maiale, una specie sacra per gli abitanti del posto. Un esempio è il maialino nero, una razza autoctona rara da cui si ricavano prosciutto, lardo, soppressata, capocollo e salsiccia dal sapore unico.

Le dolci forme collinari di questa zona sono dominate da distese di vitigni ed uliveti. Dal sapore pungente o dolciastro è il nettare delle olive dei Monti Dauni, inconfondibile come singolare è la corposità dei dei vini, le cui uve si riconoscono nel Nero di Troia, nel Tuccanese di Orsara di Puglia e il “”Cacc’e mmitt” di Lucera.

Degustare e provare ciascuna di queste prelibatezze, si rivelerà una delle esperienze sensoriali più entusiasmanti. L’ospitalità è aperta a tutti, soprattutto a chi a voglia di conoscere ed esplorare, la Scuola Internazionale di Cucina (http://www.peppezullo.it), “Castel di Pietra” (http://www.casteldipietra.it), le fattorie didattiche (http://www.postaguevara.com, http://www.masseriasalecchia.it, http://www.masseriairene.it, http://www.molinoavento.com) e le sagre di stagione (http://www.visitmontidauni.it) sono contest perfetti per una full immersion nel mondo della natura attraverso laboratori culinari e degustazioni enogastronomiche.

Queste sono solo alcune delle chicche, il resto tocca a voi scoprirlo!

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