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Monteleone di Puglia, il paese delle donne

Dal Subappennino dauno al Gargano, ce ne sono di realtà scoprire! Così si parte per un viaggio intorno alla Daunia, una terra da ammirare.

Non è un caso che in data odierna, 8 marzo, la Festa della Donna ci accompagni verso Monteleone di Puglia, il monte più elevato dell’intera regione pugliese (847 s.l.m.) e, per l’appunto, paese delle donne

Il borgo di Monteleone di Puglia ha origini antichissime (1000 d.C.) e deve la sua nascita alla famiglia Guevara, all’epoca attratta dalla sua posizione strategica dettata dall’altitudine. Ancora oggi, è possibile perdere lo sguardo verso l’area circostante al paese, che dall’alto abbraccia la fascia terriera dell’Irpinia orientale. Immaginate cos’è affacciarsi al balcone del belvedere! Ma questa è solo una parte della straordinarietà di Monteleone di Puglia. Tra i vicoli e le viuzze del paese, si offre un esempio più unico che raro di architetture ottocentesche legate alla sacralità dei Monti Dauni. In primis, dal cuore del centro storico non cade inosservata la raffinata facciata in pietra grigia a punta di diamante della Chiesa di San Giovanni Battista, il cui interno celebra a pieni voti il barocco pugliese, e avanti così verso l’albergo diffuso di Borgo Nuovo (), un’insolita struttura ricettiva che vi permetterà di vivere un soggiorno autentico al fianco dei cittadini nell’atmosfera bucolica del paese. Solo permanendo più giorni, infatti, potrete andare alla scoperta della natura della valle, lì dove si incastona la Chiesetta di San Rocco (XIX sec.), ricostruita più volte dagli scampati di peste per le numerose ribellioni. Noterete che il paese si omologa perfettamente alla realtà rurale: un solo kilometro di staccionata unisce la villa comunale allo storico Bosco della Selvamala. Se poi raggiungerete il paese anche per la Sagra del caciocavallo, c’catiell e acc (), ancora meglio!

Monteleone di Puglia è un paese piccolo, ma colmo di eventi storici molto importanti. A dimostralo le piazze principali segnate a vita da croci ed obelischi, da sempre punti nevralgici per lotte ed insurrezioni. E proprio qui, nel lontano 23 agosto 1942, avvenne la prima rivolta rosa gridata dalle donne del luogo al motto “Vogliamo il pane, vogliamo sfarinare!”. La prima rivoluzione civile italiana per eccellenza contro il Regime Fascista scaturita dal sequestro delle pignatte di granoturco al forno a causa della crisi economica indotta dalla guerra e con cui le donne di Monteleone di Puglia, angeli della campagna e del focolare domestico, furono costrette a confrontarsi duramente ogni giorno.

A distanza di molti anni, Monteleone di Puglia celebra nuovamente le donne al secondo appuntamento del “PREMIO INTERNAZIONALE per la Pace e la Nonviolenza”, conferendo l’alto riconoscimento ad Angelica Romano, una giovane ricercatrice napoletana, che si è impegnata nel progetto di denuclearizzazione del golfo di Napoli, opponendosi alla costruzione di inceneritori e discariche con lo stesso coraggio e la stessa forza d’animo della virtuose donne in lotta per la rinascita morale.

Ed ecco cos’è Monteleone di Puglia, un paese ricco di vita.

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1 Commenti

  1. 5 giugno 2017 a 23:47 —

    Monteleone 23 Agosto 1942 la Grande Menzogna di “Donne contro la Guerra” le Vittime dopo il processo di Lucera del 9 Giugno 1950 sono ancora in “Attesa”di Giustizia per Risarcimento Danni.Grazie .Giovanni Addorisio nipote di Lamanna Vincenza imp n.4 processo di Lucera.

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