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Cinque buoni motivi per scoprire i tratturi della transumanza

Che si percorrino a cavallo, in bici o a piedi, i tratturi della transumanza sono un’avventura davvero entusiasmante. Volete sapere perché?

Quelle che un tempo erano le vie di passaggio e di collegamento tra l’Abruzzo e la Puglia, oggi rappresentano uno dei tesori a cielo aperto più preziosi proprio come la terra che li custodisce, la Daunia. Ci troviamo nella distesa rurale del Tavoliere delle Puglie, quella campagna che unisce i Monti Dauni al Gargano e viceversa, dove i campi accostati alla natura selvaggia della Macchia Mediterranea fanno eco di una storia senza eguali: la transumanza. Un termine che rinvia in modo efficace e diretto al suo significato storico: un fenomeno ben radicato in epoca Aragonese, periodo in cui le funzioni doganali garantivano la percorribilità di tali “vie erbose” per dare ospitalità ai pastori e alle loro greggi che dall’attuale terra d’Abruzzo raggiungevano ogni primavera ed autunno le piane pugliesi, idonee al pascolo ed automaticamente riconosciute come una rilevante area economica per il mercato del bestiame.

Gli antichi tratturi della transumanza si estendono trasversalmente all’intera provincia di Foggia, il cui agro si apre al Tratturo Foggia-Ordona-LavelloTratturo San Lorenzo e al Tratturo Celano-Foggia. Le prime due si riversano per 11km all’interno del Parco Regionale Bosco Incoronata, che oltre ad essere meta di pellegrinaggi, racchiudono numerose testimonianze storiche risalenti all’epoca federiciana. Ciò dimostra come le antiche strade fossero già battute molto prima dei pastori, così come il Tratturo Celano-Foggia visibile lungo la strada che ancora oggi collega Foggia a Lucera.

Allora perché non approfittare di ciò che il territorio offre per un viaggio tra sapere e natura? A seguire, ben cinque motivi per visitare i tratturi della transumanza.

Camminare su questi sentieri significa prima di tutto esperienza con l’identità locale, gli usi e i costumi derivati proprio di pastori, in cui l’incrocio con la Via dell’Olio è un must… fermatevi a degustare! Un secondo motivo che spinge numerosi turisti a visitare questi percorsi incastonati nella pietra è il turismo slow tra mare e montagna a ridosso di antichi ruscelli e siti archeologici di incommensurabile valore sulle orme dei Sanniti e degli antichi Romani. Ma non finisce qui! I tratturi presenti in Daunia si spingono a ridosso del Gargano e dell’Appennino, come i Tratturi Foggia-Campolato (https://itratturidellapuglia.wordpress.com/2014/09/28/transumanza-lungo-il-tratturo-foggia-campolato/) e Foggia-Ofanto, circa 50km ciascuno inseguendo le tracce della biodiversità. La bellezza di queste strade, infatti, è la loro particolarità e il nesso con canali paralleli. Un esempio è la Via Francigena che a ridosso della pedegarganica potrà trasformare il vostro itinerario ecosostenibile in un tour religioso a tutti gli effetti. Dulcis in fundo, gli appassionati di trekking, bike ed ogni altra forma di turismo naturalistico (http://www.transumanzabike.it/it/) saranno liberi di scorazzare sulle strade più antiche del Tacco d’Italia praticando gli sport più svariati ed accattivanti. Ideale anche per gite fuori porta educative con mamma e papà. Amene le fattorie didattiche che offrono soggiorno e divertimento assicurato alla scoperta dell’agricoltura, animali e perché no, anche della buona cucina.

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