Via Candela, situazione in stallo: dopo il vertice in Prefettura il Comune di Cerignola attende il via libera per intervenire

La vicesindaca Maria Dibisceglia fa il punto sulla baraccopoli dei braccianti stagionali: "Situazione insostenibile, ma senza fondi e senza coordinamento centrale non possiamo agire da soli"

Torna al centro del dibattito cittadino l’insediamento informale di Via Candela a Cerignola. Un luogo che, da almeno tre stagioni, si ripopola con l’arrivo dei lavoratori stagionali impegnati nella vendemmia, trasformandosi in una tendopoli di fortuna tra lamiere, tende e rifiuti.

A fare il punto è la vicesindaca Maria Dibisceglia, con delega al Welfare e alle Politiche abitative, all’indomani del tavolo convocato in Prefettura a Foggia.

La situazione è sotto gli occhi di tutti ed è fonte di disagio per chi vive lì e per l’intera comunità“, ha spiegato Dibisceglia. “Come Amministrazione ci siamo attivati, ma ora siamo in una fase di attesa. Abbiamo rappresentato il quadro alla Prefettura e attendiamo indicazioni operative su come procedere”.

Il nodo, come in tutti i casi di insediamenti informali legati al lavoro agricolo, è il coordinamento. Non spetta infatti al solo Comune decidere tempi e modalità di sgombero, bonifica e ricollocazione. La regia è prefettizia e coinvolge Comune, Forze dell’Ordine e ASL per gli aspetti sanitari e di ordine pubblico.

Dibisceglia ha poi allargato lo sguardo, collegando Via Candela a un problema strutturale della Capitanata: la mancanza di un sistema di accoglienza dignitoso per i braccianti. In quest’ottica il Comune aveva da tempo puntato su un immobile simbolo: l’ex Caserma di Viale Sant’Antonio.

L’avevamo individuato come soluzione stabile, presentando un progetto di riqualificazione per trasformarlo in polo di accoglienza“, ha ricordato la vicesindaca ai microfoni di Antenna Sud. “Purtroppo la richiesta di finanziamento, di circa 8 milioni di euro, non ha avuto seguito. Il Governo non ha più dato riscontri e con le sole casse comunali è impossibile sostenere un intervento di questa portata”.

Un progetto svanito che lascia il Comune, di fatto, senza alternative strutturali e con pochi strumenti per l’emergenza immediata.

Intanto in Via Candela la tensione resta alta. Le segnalazioni dei residenti si moltiplicano, soprattutto sui social, tra denunce di degrado igienico-sanitario, roghi e insicurezza. Dall’altro lato, centinaia di lavoratori continuano a vivere in condizioni precarie, pur essendo parte essenziale della filiera agricola locale.

L’obiettivo, ribadisce l’Amministrazione, resta quello di restituire decoro e sicurezza all’area, ma ogni passo è ora congelato in attesa delle disposizioni di Foggia. Disposizioni che, secondo quanto trapelato, dovrebbero arrivare “a stretto giro, in pochi giorni“.

Resta aperta la ferita di un’emergenza che si ripresenta puntuale ogni anno, senza che una soluzione definitiva abbia ancora trovato copertura economica e politica.

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