FOGGIA – La recente nomina del nuovo assessore all’Urbanistica di Foggia, Salatto, accende il dibattito politico in via per Foggia. Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento “Cambia”, esprime forte perplessità sulla scelta della giunta, contestando sia il profilo tecnico dell’assessore sia l’equilibrio politico all’interno della maggioranza. Secondo Angiola, la città di Foggia aveva bisogno di una figura differente per gestire una delega così delicata. “Condivido l’idea che servisse un assessore più distante dalle dinamiche locali, capace di affrontare questa fase con autonomia e indipendenza”, spiega il consigliere. Requisiti che, a suo dire, difficilmente si conciliano con il profilo di Salatto: un professionista con lo studio in città, già consulente del Comune e assessore all’Urbanistica nel 2008. Angiola ricorda inoltre che la passata esperienza di Salatto fu caratterizzata da contestazioni sul social housing e da previsioni demografiche errate. “Si stimava una crescita fino a 200.000 abitanti con il bisogno di 20.000 nuovi alloggi, prospettive smentite dai fatti. Più che un rinnovamento, questa nomina riporta indietro le lancette dell’orologio”. L’analisi di Angiola si sposta poi sugli equilibri politici di Palazzo di Città, denunciando quello che definisce il “terzo assessorato” ottenuto dal Partito Democratico. “Salatto, già candidato col PD, viene presentato come tecnico, ma tutti sanno che la nomina è riconducibile a quell’area”, attacca l’esponente di Cambia.
Il consigliere suggerisce che il precedente assessore Galasso non offrisse sufficienti “garanzie primedonne” al PD sul Piano Urbanistico Generale (PUG). Angiola collega a questa strategia anche i forti ritardi sull’Urban Center, rimasto congelato per un anno, e le linee guida del PUG arrivate in ritardo: “Per il PD non erano evidentemente ancora maturi i tempi per imprimere una direzione comoda ai propri obiettivi politici”. Il movimento “Cambia” coglie l’occasione per ribadire la propria visione urbanistica per Foggia, opposta all’espansione indiscriminata del passato. I punti chiave proposti includono:
- Sviluppo sostenibile: mobilità green e adattamento ai cambiamenti climatici.
- Rigenerazione urbana: incentivi e premialità volumetriche per chi recupera l’esistente senza consumare nuovo suolo.
- Stop espansione orizzontale: una scelta dettata dai dati demografici, dato che Foggia ha perso 10.000 residenti in vent’anni.
- Taglio dei costi: limitare la crescita della città evita al Comune spese insostenibili per la manutenzione di nuove infrastrutture sottoutilizzate.
La nota di Angiola si chiude con un avvertimento chiaro alla nuova gestione: “Foggia ha bisogno di un piano che guardi al futuro e alla Strategia Europea per il Suolo 2030, non di modelli superati. Saremo i cani da guardia e non faremo sconti a nessuno, nemmeno al nuovo assessore Salatto”.
