Cultura e territorio

Ungaretti e il suo emozionante viaggio sul Gargano: “Il monte più vario che si possa immaginare”

“Il Gargano è il monte più vario che si possa immaginare. Ha nel suo cuore la Foresta Umbra, con faggi e cerri che hanno 50 metri d’altezza e un fusto d’una bracciata di 5 metri, e l’età di Matusalemme; con abeti, aceri, tassi.

Con un rigoglìo, un colore, l’idea che le stagioni si siano incantate in sull’ora di sera; con caprioli, lepri, volpi che vi scappano di fra i piedi; con ogni gorgheggio, gemito, pigolìo d’uccelli… “.

Questa la descrizione che il poeata Giuseppe Ungaretti fa del nostro meraviglioso Gargano, in uno dei suoi viaggi in giro per l’Italia. Ungaretti visitò lo “Sperone d’Italia” tra il febbraio e il settembre del 1934 Ungaretti.

Difficile non rimanere colpiti dal Gargano con i suoi panorami mozzafiato, le gradinate bianche, gli antichi trabucchi, le grotte, le Isole Tremiti con la loro storia antichissima e la loro bellezza disarmante, i boschi, le calette nascoste e le leggende delle sirene.

Nato ad Alessandria d’Egito l’8 febbraio 1888, Giuseppe Ungaretti è stato uno dei pià importanti poeti, scrittori e accademici italiani. Dal 1931 è stato inviato speciale per La Gazzetta del Popolo di Torino, compiendo viaggi in Egitto, Corsica, Olanda e in Italia meridionale.

Per conto del quotidiano, infatti, Ungaretti visitò alcune zone della Puglia e della Basilicata, scoprendo un susseguirsi di paesaggi naturali spettacolari carpendo le particolarità di ogni singola città del Tavoliere che gli ricorda l’Africa.

La Capitanata era un territorio che da poco aveva conosciuto lo scorrere fluido delle acque dell’Acquedotto. Quelle terre così vaste di grano, nel racconto di viaggio di Ungaretti, sembrano riportare alla mente uno dei quadri di Vincent Van Gogh.

Il poetà arrivo dapprima a Foggia, nel capoluogo dauno rimase colpito dal numero di fontane zampillanti presenti in città e dalle fosse granarie elette da Ungaretti a “Monumento nazionale“.

Ecco cosa scriveva a proposito della nostra città: “Non saprei dirvi dove potreste trovare una cosa più sorprendente e commovente, e augurale, delle tante fontane che s’incontrano oggi fra le palme, arrivando a Foggia. Foggia e le sue fontane! Non è quasi come dire un Sahara diventato Tivoli?

Foggia Fontana Del Sele
Crediti Foto: Alberto Mangano
[…] Fontane monumentali! Certo in tutta la Puglia l’acqua potabile ha un valore di miracolo, e c’erano nella regione zone più secche, tutto sasso; ma dove più amabile mi parrà la voce della volontà, se non in quest’acqua ultima arrivata? Spezzando la luce del sole, è la più festosa di tutte”.

Dopo essersi fermato nel capoluogo dauno partì alla volta del Gargano, passando per Manfredonia, erede dell’antica Siponto, fondata nel 1256 da Manfredi, figlio de puer Apuliae, fino a raggiungere Monte Sant’Angelo, perla bianca del Gargano legara al culto dell’Arcangelo Michele.

Qui Ungaretti viene catturato dall’antico e caratteristico rione Junno, con le sue case e le sue stradine che si rincorrono salendo e scendendo nel paese.

Dopo un lungo giro nel cuore del Parco nazionale del Gargano il poeta precursore dell’ermetismo, il 14 maggio 1934, arrivò a Lucera, cittadina della provincia di Foggia fedele a Federico II di Svevia dove rimase colpito dal Castello e dal meraviglioso Duomo.

Il suo fu un vero e proprio reportage di viaggio seguendo il percorso dell’Acquedotto Pugliese nelle terra della Capitanata, città dopo città, alla scoperta delle bellezze della nostra terra.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno – Le prose daunie di Giuseppe Ungaretti di Luigi Paglia

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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