BARI – «Perché all’ospedale Bambino Gesù di Roma sì e a Casa Sollievo della Sofferenza no?». È la domanda che il consigliere regionale Antonio Tutolo rivolge a Governo, Regione Puglia e soprattutto ai parlamentari eletti in Capitanata, intervenendo sulla recente decisione dello Stato di destinare 70 milioni di euro annui all’ospedale pediatrico romano di proprietà della Santa Sede.
Tutolo parla di una scelta incomprensibile e ingiusta, ricordando che Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ha lo stesso status giuridico del Bambino Gesù, essendo anch’essa una struttura vaticana. «Eppure – sottolinea – mentre a Roma le risorse aumentano senza alcuna contropartita, qui si tagliano diritti, si disdicono contratti e si ignorano vertenze che mettono a rischio il futuro dell’ospedale».
Il consigliere regionale definisce Casa Sollievo «la più grande fabbrica di vita ed economia della provincia di Foggia»: 2.500 dipendenti, 900 posti letto, un ruolo sanitario e occupazionale decisivo non solo per la Capitanata ma per l’intero Mezzogiorno. «Toccare questa struttura – avverte – significa colpire al cuore un territorio già fragile, mettendo in pericolo servizi, lavoro e indotto».
Da qui l’appello diretto ai parlamentari foggiani: «Devono farsi sentire a Roma, pretendere risorse, attenzione e rispetto. Sono loro i nostri rappresentanti e non possono voltarsi dall’altra parte». Per Tutolo, il rischio è che Casa Sollievo venga «smantellata pezzo dopo pezzo», mentre altrove si distribuiscono fondi pubblici «a pioggia».
«Non è una battaglia locale – conclude – ma una questione regionale e nazionale. Difendere Casa Sollievo significa difendere il diritto alla salute, il lavoro e la dignità della Capitanata. È, prima di tutto, una questione di giustizia».
