I Care, ci sta a cuore: a Troia la decima edizione dedicata alla disabilità

Ecco la nostria intervista ad una veterana del gruppo, Annalisa Casoli

Foggia Reporter

Troia – Dieci anni fa nasceva “I Care”, gruppo di volontariato formatosi per mantenere vivo il ricordo di Mario Beccia ed Angelo Ricchetti. In vista della decima edizione dedicata al tema della disabilità abbiamo incontrato una veterana del gruppo, Annalisa Casoli, che ha raccontato a Foggia Reporter tutte le informazioni relative all’evento.

I CARE spegne dieci candeline. Cosa rappresenta, per voi e per la comunità di Troia, questo importante anniversario?

Questo anniversario per noi rappresenta un vero e proprio traguardo. Essere riusciti ad avvicinare sempre più giovani all’impegno civile e sociale è per noi qualcosa di speciale. Nel 2010, durante la prima riunione di I Care, non c’erano più posti a sedere. Ne eravamo troppi. Non sapevamo come dividerci i compiti, tanto che alla fine abbiamo organizzato doppi e tripli turni cosicché tutti potessero dare il loro aiuto.

Un mesetto fa, durante la prima riunione della Decima edizione di I Care, non c’erano più posti a sedere. Eravamo tantissimi. Tanti ragazzi giovanissimi che hanno scelto di aderire al nostro gruppone, un po’ timidi, ma volenterosi. Molti di noi hanno preso strade diverse, eppure dopo dieci anni siamo ancora qui a chiederci cosa poter organizzare di nuovo. E quest’anno non potevamo che fare le cose in grande.

In questi anni avete selezionato e approfondito differenti tematiche sociali: la mafia, la violenza sulle donne, la prostituzione, per citarne alcuni. Quale tematica è prevista per questa edizione?

Quest’anno il tema che ci sta a cuore è quello della disabilità. Per capire quali sono i disagi che vive una persona con qualunque tipo di disabilità, siamo andati a parlare proprio con i diretti interessati che fanno parte delle varie associazioni locali. Inutile dire che ci hanno accolto a braccia aperte, invitandoci a fare merenda con loro, e con dei sorrisoni invidiabili.

Le persone come loro hanno sicuramente bisogno di abbattere barriere architettoniche, di strumenti particolari, di carrozzine costose ma, soprattutto, hanno bisogno del nostro tempo. Hanno bisogno di amici, di non restare soli, di poter andare a prendere un gelato al bar, di andare al cinema o di poter trascorrere una giornata fuori. Tutto ciò che per noi appare così scontato nella nostra quotidianità, per loro diventa qualcosa di straordinario.

Come si svolgerà l’evento?

Siamo partiti con un progetto musicale: nel 2009, Mario con il suo gruppo “Skantinato 58”, ha pubblicato l’album “Senza destino”, e noi non potevamo lasciare che quelle canzoni andassero perse. E allora abbiamo chiamato tutte le band e gli artisti che hanno sempre partecipato ai nostri concerti e abbiamo deciso di re-inciderlo questo disco, di aggiungere del nostro, di reinterpretarlo.

Quasi 90 artisti, cantanti e musicisti, hanno aderito a questo bel progetto regalandoci canzoni uniche, alcune tratte da dei brani inediti mai registrati da Mario, ma ben conservati tra i suoi ricordi. La canzone simbolo, intitolata proprio “Senza Destino”, ha visto la partecipazione di tutti, ma proprio tutti (cantanti professionisti e non), regalandoci dei pomeriggi e delle nottate di intenso lavoro ma pieni di emozioni. Presenteremo il nostro disco la serata del 29 Dicembre e le emozioni di sicuro non mancheranno.

Il ricavato, come ogni anno, andrà in beneficienza.

Ovviamente il ricavato andrà in beneficenza per il tema che abbiamo scelto per questa decima edizione. Abbiamo deciso di raccogliere fondi per regalare una giornata da trascorrere tutti insieme in una struttura adeguatamente attrezzata nella nostra zona, grazie al progetto “Puglia senza ostacoli”.

Un invito che non è esteso solamente ai nostri compaesani, ma all’intera provincia.  In più, prendendo spunto dal progetto di Franco e Andrea, vorremmo raccogliere adesioni per poter dedicare una piccola parte del nostro tempo alle associazioni che si dedicano proprio al tema della disabilità. Per noi un’ora a settimana del nostro tempo può essere davvero insignificante, ma per loro può essere davvero fondamentale.

Quali sono state le emozioni vissute durante la preparazione dell’evento? Qual è il segreto per compiere un buon lavoro di squadra?

Sembra forse banale, ma è la gioia di stare insieme. Anche quando abbiamo tantissime cose da fare, noi insieme ci divertiamo tanto. Vedere insieme una quarantina di giovani che si impegnano per qualcosa in cui credono è di per sé un’emozione grandissima, che non ci fa perdere la speranza. E ci divertiamo stando insieme senza troppe pretese, nella nostra semplicità.

Per lavorare in squadra bisogna saper tirare fuori il meglio di ognuno di noi: c’è chi è un precisino maniacale, chi conosce tutte le pratiche amministrative, chi ha una creatività spiccata, chi invece ha una capacità comunicativa d’impatto. Nessuno è meno capace dell’altro, ma ognuno ha il proprio punto di forza. Questo ci ha permesso in questi anni di riuscire ad affrontare ogni problema. Inoltre, cosa fondamentale che ricordiamo ad ogni incontro, è che ognuno deve esprimere ciò che pensa perché nessuno deve sentirsi messo in disparte. Non c’è nessun “capo” ad I Care, siamo tutti I Care.

Quali sono i ricordi più belli che conservate di Mario ed Angelo? Come vorreste che il loro ricordo viva sempre in tutti noi, giovani e adulti?

Mario ed Angelo erano ragazzi molto impegnati nel sociale, facevano mille cose: organizzavano concerti, tornei di calcio, sketch teatrali. Mettevano tutto il loro impegno per costruire qualcosa di positivo e lo facevano sempre col sorriso. Non si sono mai tirati indietro ed è questo che noi di “I Care” cerchiamo di portare avanti. Il loro amore per l’arte, per la musica, per lo sport, ricordandoli attraverso ciò che loro amavano di più. Ogni anno alla chiusura del concerto, durante la canzone “Senza destino” ci piace immaginare che loro siano sotto il palco con noi, continuando a far parte del nostro gruppo, dal quale in realtà non sono mai usciti.