LUCERA – «Tardiva e politicamente strumentale». Così Progetto Concittadino Lucera definisce la convocazione promossa dal circolo locale di Fratelli d’Italia sul futuro del Tribunale di Lucera, accusando il partito di centrodestra di puntare più a «coprire evidenti responsabilità di governo» che a costruire una concreta prospettiva per la riapertura del presidio giudiziario.
Secondo Progetto Concittadino, «quando un partito dispone di parlamentari ed esprime la guida del Governo nazionale, se vuole realmente sostenere una causa non si limita a convocare tavoli locali», ma dovrebbe agire nelle sedi istituzionali competenti, presentando atti concreti e assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.
Nel mirino finisce anche la gestione politica della vicenda negli ultimi anni. Per Progetto Concittadino, una parte del ceto politico locale avrebbe affrontato con «ritardo e disinteresse» la questione del Tribunale, arrivando a un’accondiscendenza verso decisioni considerate «profondamente dannose per Lucera» e che avrebbero compromesso le possibilità di riapertura.
Il gruppo interviene inoltre sulle recenti dichiarazioni del procuratore Infante riguardo alla necessità di una sede giudiziaria nell’area garganica. Definire questa posizione una semplice «velleità», come avrebbe fatto Fratelli d’Italia nella convocazione, «non aiuta a costruire un fronte comune», sostiene Progetto Concittadino, ma rischia di alimentare una contrapposizione territoriale e di indicare una sola soluzione possibile.
La nota richiama anche il caso dell’Abruzzo, regione amministrata dal centrodestra, dove sarebbero stati salvaguardati presìdi giudiziari territorialmente meno rilevanti rispetto a quello di Lucera. Da qui la domanda: «Se altrove è stato possibile intervenire, occorre spiegare perché per Lucera non sia stata manifestata la stessa determinazione politica».
Progetto Concittadino contesta quindi l’appello all’unità e la proposta di un nuovo tavolo. «Lucera e i lucerini conoscono bene la storia di questa vicenda e sanno da quale parte si trovino le responsabilità», afferma il gruppo, secondo cui nessuna riunione può sostituire «una realtà che vede la città sempre più isolata nella battaglia per la riapertura del suo Tribunale».
La vicenda, aggiunge Progetto Concittadino, dovrebbe rappresentare anche una lezione politica più generale. «L’elezione di rappresentanti locali nei luoghi del potere non garantisce automaticamente la tutela del territorio», sostiene il gruppo, denunciando un «deficit di autorevolezza, visione e capacità politica» e criticando quello che definisce il ricorso al populismo in assenza di risultati concreti.
Progetto Concittadino rivendica infine l’impegno nella costruzione di «una nuova classe dirigente» capace di affrontare le questioni decisive per il futuro di Lucera con competenza, autonomia e coraggio, attraverso un progetto «costruito dal basso» e libero, si legge nella nota, da «vincoli affaristici, interessi di parte e logiche di potere».
La conclusione è netta: «Sul Tribunale di Lucera non servono altre sceneggiate. Servono atti, responsabilità e risultati».
