SAN SEVERO – Un primo segnale è arrivato: la Regione Puglia ha disposto il posizionamento di bidoni per la raccolta dei rifiuti a Torretta Antonacci, uno dei più grandi insediamenti informali del Foggiano. Un risultato che la Cgil e la Flai collegano direttamente alla mobilitazione dello scorso luglio, quando i lavoratori del ghetto, insieme ai militanti sindacali territoriali e nazionali e alla Camera del Lavoro di Foggia, si erano rimboccati le maniche per sistemare la strada e ripulire l’area dai rifiuti.
Un’iniziativa definita di “sciopero al contrario”, nel solco della tradizione sindacale di Giuseppe Di Vittorio. «Con quell’azione – spiega Giovanni Tarantella, segretario generale della Flai Cgil di Capitanata – volevamo lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni: servono interventi urgenti per migliorare le condizioni di vita degli abitanti di Torretta Antonacci, il secondo insediamento informale più grande dopo Borgo Mezzanone».
Alla mobilitazione aveva partecipato anche il segretario generale della Flai nazionale, Giovanni Mininni. «Volevamo denunciare l’abbandono politico di questi luoghi – sottolinea Antonio Ligorio, segretario della Flai Puglia – e chiedere di non voltarsi dall’altra parte. Un primo, minimo risultato è arrivato: i bidoni per la raccolta dei rifiuti, necessari per evitare che l’area si trasformi in una discarica a cielo aperto. Ora vigileremo affinché la raccolta sia regolare e ribadiamo altre richieste fondamentali: una fermata bus per collegare l’insediamento a Foggia e un approvvigionamento idrico continuo».
Sul tema interviene anche Gianni Palma, segretario generale della Camera del Lavoro territoriale, che richiama le responsabilità politiche più ampie. «La cancellazione, da parte del Governo, delle risorse Pnrr destinate al superamento dei ghetti chiarisce l’atteggiamento delle destre verso le condizioni emergenziali in cui vivono migliaia di lavoratori e lavoratrici. Serve invece un impegno concreto delle istituzioni locali, dalla Regione alla Provincia fino ai Comuni».
Palma richiama infine la recente morte di un lavoratore gambiano avvenuta proprio a Torretta Antonacci: «Un’altra accoglienza è necessaria per garantire dignità e sicurezza. Queste persone non sono solo braccia per l’agricoltura, sono esseri umani».
