“Terre Alte”, il CAI Foggia dedica una serata a Walter Bonatti

Mercoledì 11 febbraio 2026, alle ore 19.30, presso la sede del CAI di Foggia, ospitata nei locali dell’Istituto “Da Vinci” (Via Sbano), si terrà un nuovo appuntamento della rassegna “Terre Alte”. L’incontro sarà dedicato ai miti della montagna e dell’esplorazione, con un approfondimento sulla figura di Walter Bonatti, protagonista centrale della storia dell’alpinismo del Novecento.

In un contesto culturale spesso orientato al sensazionale, “Terre Alte” intende proporre una riflessione sui miti autentici della montagna, intesi come esempi di esperienza, misura, responsabilità e conoscenza. Walter Bonatti incarna pienamente questa dimensione. La vastità della sua opera – testimoniata da articoli, fotografie, libri, film e da un archivio personale di oltre cinquecentomila documenti, oggi conservato al Museo Nazionale della Montagna – rende complesso qualsiasi tentativo di sintesi.

Per questo motivo, l’incontro sarà accompagnato dalla proiezione del documentario “Grimpeurs”, diretto da Andrea Federico, che racconta uno degli episodi più drammatici della vita di Bonatti: la tragedia del pilone centrale del Freney sul Monte Bianco. Nel luglio del 1961 sette alpinisti rimasero bloccati per quattro giorni oltre i 4.500 metri di quota, a pochi metri dalla vetta; solo tre di loro sopravvissero.

L’ascensione al Freney rappresenta una delle imprese più complesse e impegnative dell’arco alpino, un ambiente severo e privo di vie di fuga, dove la preparazione tecnica, fisica e mentale è determinante. In questo scenario estremo si consuma una delle pagine più dolorose della storia dell’alpinismo.

Nel libro “Le mie montagne”, Bonatti definisce quell’evento “il resoconto più drammatico della mia vita”, segnato dalla perdita dell’amico e compagno di cordata Andrea Oggioni. Alla tragedia si aggiunsero negli anni successivi accuse e polemiche che colpirono profondamente l’alpinista, come egli stesso racconterà in “I giorni grandi”.

Il documentario “Grimpeurs” restituisce con rigore e misura questa vicenda, offrendo spunti di riflessione sul rapporto tra uomo, montagna e responsabilità.

L’incontro è libero e aperto al pubblico. Per informazioni è possibile contattare il numero 347 5654232.

Exit mobile version