Attualità

Da Stornarella, medico volontario in Africa: vi racconto “Io e l’Altro”

Si è tenuto martedì 13 aprile, alle ore 17.30, il primo appuntamento della Rassegna Culturale “Io e l’Altro”, l’interessante evento online tenutosi sulla piattaforma google-meet, con oltre 72 partecipanti, tra cui Francesco Di Gennaro, originario di Stornarella, medico specialista in malattie infettive presso l’INMI “Spallanzani” e volontario per i “Medici con l’Africa CUAMM”, racconta la sua esperienza come giovane medico nei paesi dell’Africa Meridionale e del suo “viaggio”, non solo inteso nel senso letterale del termine, ma soprattutto umanitario, alla volta della tutela della salute delle popolazioni africane più indigenti.

Francesco Di Gennaro

Di Gennaro, mostra una presentazione fotografica, raccolta di documenti e materiale informativo, che permetta di avvicinarsi alla tematica della tutela della ‘Salute Globale’ intesa come diritto inalienabile, massimo proposito indiscusso di “Medici con l’Africa”, cogliendone le molte prospettive, sia sanitarie, sia economiche, socio-culturali, nonchè quelle inerenti al dovere filantropico.


Di Gennaro svolge un’attività assidua “sul campo”, per esempio in Mozambico, territorio naturalistico del Continente Nero con sbocco sull’Oceano Indiano, in cui circa la metà della popolazione vive in condizioni di povertà estrema, in villaggi rurali, che sono spesso oggetto di devastazione a causa delle violenti tempeste e forti venti.

Crediti immagine: Francesco Di Gennaro

Di Gennaro spiega come nella regione siano sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, i cicloni tropicali, quali ad esempio il “Ciclone IDAI” e il più recente “Eloise”, che hanno comportato danni anche alle strutture sanitarie.

Crediti foto: Francesco Di Gennaro

Il Mozambico è un Paese dell’Africa australe ed è situato al confino con lo Zimbabwe, quest’ultimo conosciuto per la sua ricca fauna, riserve e zone safari. Di Gennaro racconta la sua esperienza diretta in loco, “tra deserti sconfinati e libertà confinate”, tra risorse limitate e povertà accecanti, tra malattie non superate ed epidemie sempre attive.

Il medico arricchisce il suo racconto di simpatici annedoti che lo vedono coinvolto in prima persona alle prese con la lingua locale, il portoghese, ma al contempo di episodi strazianti che mettono in luce quanto si viva in regioni dove sono in pericolo i più elementari diritti etici, economici e sociali, oltre che sanitari.

Crediti immagine: Francesco Di Gennaro

Inoltre, conclude in chiusura il convegno con una riflessione in riferimento al concetto di “ribellione”, affinchè non venga inteso come facinorosa, sterile ed improduttiva rivoluzione da attuare, ma come pragmatica ed operosa missione mossa dall’unico intento di “ritorno al bello”, al servizio autonomo del prossimo.

Una ribellione, dunque, non intesa come stato d’animo mosso da azioni che siano dominate da un comportamento passivo-aggressivo, bensì da un’incitamento all’azione, al servizio delle persone più vulnerabili ed economicamente più svantaggiate, per la rivendicazione necessaria dei diritti umani, che possa rendersi un’ opportunità di “crescita interiore” per i Paesi occidentali.

Crediti immagine: Francesco Di Gennaro

La ribellione per Di Gennaro è un invito all’azione, ma deve ispirarsi al senso di giustizia e ad una maggiore equità. Il concetto di ribelle che vuole promuovere non è quello di un ribelle ‘cattivo’ insensibile nei confronti degli ultimi e delle evidenti e prioritarie necessità umane, ma quello di un ribelle ‘buono’, che si pone al servizio dei più umili, cercando di trarre da questo nobile intento un’occasione notevole per migliorare anche se stesso.


Pertanto, spiega che la ribellione moderna dovrebbe consistere nel necessario sforzo umano e umanitario di mitigare le diseguaglianze sociali. Diseguaglianze che il progresso tecnologico e la crisi hanno contribuito ad inasprire, in unione ad un contestuale processo di “disumanizzazione della vita“, dovuto da un uso sconsiderato della tecnologia.
Pertanto, il vero ribelle nella società moderna è colui che apporta un miglioramento produttivo, rendendosi un po’ portabandiera dei visionari, colui che a poco a poco accresce la levatura etica dell’uomo.

Noemi Di Leva

Leggi tutti gli articoli realizzati per noi da Noemi Di Leva
Back to top button
Close

Sostenerci è facile

Per favore, disabilita AdBlock