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Spazio, testato il primo motore ad aria sviluppato in Puglia

L'Agenzia Spaziale Europea ha dato il via ad una nuova generazione di satelliti che saranno lanciati ad orbita bassa attorno al pineta; al progetto ha partecipato la Sitael, un'azienda barese che ha sviluppato il propulsore

L’Agenzia Spaziale Europea ha dato il via ad una nuova generazione di satelliti che saranno lanciati ad orbita bassa attorno al pineta; al progetto ha partecipato la Sitael, un’azienda barese che ha sviluppato il propulsore

Per la prima volta nella storia è stato costruito e lanciato nello spazio un propulsore elettrico capace di utilizzare le limitate molecole di aria presenti nella sommità dell’atmosfera come propellente, aprendo la strada a una nuova generazione di satelliti che potranno volare per anni in orbite molto basse.

Una vera rivoluzione del settore aerospaziale

Il progetto già consolidato dell’European Space Agency (ESA) è stato messo in pratica grazie al mappatore “Goce” che ha volato a 250 chilometri di altitudine per più di cinque anni attraverso un motore che, terminati i 40 chilogrammi di xeno utilizzati come carburante, ha convertito le molecole d’aria presenti nell’atmosfera in elettricità.

Al progetto ha partecipato un’azienda italiana, la Sitael di Bari, la quale ha sviluppato un propulsore testato in una camera sottovuoto, per simulare un ambiente a 200 chilometri di altitudine. “All’inizio abbiamo testato se il nostro propulsore possa essere acceso con lo xeno ottenuto dal generatore di particelle” – spiega Louis Walpot dell’ESA.

“Poi lo xeno è stato parzialmente sostituito con una miscela d’aria composta da azoto e ossigeno. Quando il blu della nuvola di fumo prodotta dal motore, originato dallo xeno, è cambiato in viola, abbiamo capito che il test era riuscito. Alla fine il sistema è stato acceso ripetutamente solo con il propellente atmosferico.L’esito positivo significa che il motore elettrico alimentato ad aria è un progetto pronto per essere sviluppato, che sarà in futuro la base di una nuova generazione di missioni satellitari” – conclude Walpot.

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