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Luigi Samele : “Non mi accontento mai, la fame di vittorie è sempre quella”

Per la nostra rubrica "Storie di successo" abbiamo intervistato il campione di scherma foggiano Luigi Samele: l'inizio,le Olimpiadi e i futuri obiettivi senza dimenticare la sua Foggia.

-Come è nata la passione per la scherma? Ci sono degli aneddoti? E poi perché proprio la sciabola?

 

“La passione per la scherma è iniziata per caso:un giorno ,da piccolo, dal barbiere un signore si  avvicina ai miei genitori per chiedere se io e  mio fratello maggiore volessimo provare la scherma. Nessuno di noi conosceva questo sport quindi fu  un salto nel vuoto ma devo ammettere di non aver sbagliato.
Ho iniziato con il fioretto del quale ero innamorato e che ancora oggi rimane una mia passione ma Foggia era ed è famosa per la sciabola quindi quando i miei maestri hanno visto un talento particolare hanno deciso di farmi cambiare,una scelta per me sofferta ed obbligata.”

 

-Quando hai capito esattamente che la scherma potesse essere la tua ragione di vita?

“La scherma è diventata la mia professione a 16 anni quando mi sono trasferito a Roma per allenarmi con la nazionale maggiore e quindi col commissario tecnico della nazionale.”

 

-Tuo fratello è arbitro, quanto ha contato la condivisione della stessa passione per il tuo percorso?

“Prima di essere diventato un arbitro, mio fratello è stato il primo vero campione della famiglia. Ha vinto ben due titoli nazionali poi a causa di un infortunio si è dovuto allontanare dalla scherma però è rimasto in quello stesso ambiente grazie al mio supporto e soprattutto grazie alla sua passione per l’arbitraggio.”

 

-Quanto sono duri gli allenamenti e quanto tempo ti alleni al giorno?

“Certi allenamenti sono molto duri ma è un sacrificio necessario se  voglio raggiungere determinati obiettivi. Mediamente mi alleno circa quattro fino a sei ore al giorno.”

 

-Un bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012, mondiali ed europei vinti alla grande, quali sono gli obiettivi di Luigi Samele a questo punto?

“Gli obiettivi sono quelli di vincere ancora ed ancora: uno sportivo vero, un vero campione non si stanca mai di vincere anzi si nutre della vittoria. In questi ultimi anni purtroppo non sono arrivati i risultati che speravo e questo mi ha portato a cambiare allenatore e città , i risultati,però, ricominciano ad arrivare e io sono sempre più affamato.”

 

-Foggia ha una scuola di scherma che sforna talenti e tu sei uno di questi ma quanto ti manca la tua città vivendo a Roma già da tempo?

“Credetemi se dico che andare via da casa è stato difficilissimo: allontanarsi dagli affetti familiari e degli amici di una vita per inseguire un sogno che a quell’età era ancora un’incognita. Mentirei se dicessi che non penso spesso alla mia città natale soprattutto quando le notizie che sento arrivare e che leggo sui giornali non sono molto positive. Fortunatamente la scherma è una parentesi bellissima della realtà foggiana, con grande tradizione e con  un passato glorioso ed un presente che ci fa ben sperare. Sono e sarò sempre vicino alla mia città.”

 

 

Ringraziamo Luigi Samele per la disponibilità.

 

 

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