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Luca Cicolella si racconta

Riprende la rubrica “Storie di successo”. Protagonista di oggi Luca Cicolella: attore, regista e presentatore.

Da quanto tempo coltivi questa tua passione e com’è maturata in te?

È nata grazie ad un corso che ho frequentato durante la scuola media. Fu la professoressa di Italiano con Michele D’Errico, un attore molto attivo sul territorio, a propormelo e per curiosità partecipai. Dal quel momento in poi, dal primo minuto di lezione, sono rimasto folgorato dal mondo del teatro e della recitazione e, da quel giorno, non l’ho più abbandonato.

A chi ti sei ispirato?

Sicuramente alla mia famiglia, in particolare mio padre (Gianni Cicolella, ndr) che è sempre stato un modello e un punto di riferimento anche se lui è stato un giornalista. Però, il suo lavoro, come quello dell’attore, ha a che fare con la libera professione e con la propria indipendenza. E lui mi ha insegnato ad essere indipendente e stare con la schiena dritta, a non piegarmi mai a qualsiasi dinamica.

Quanto di Gianni Cicolella c’è in te?

C’è tanto Gianni in me. Eravamo così diversi ma così uguali, sotto tanti punti di vista. Io ho sempre avuto un carattere timido e introverso, mentre papà era un “leone” come l’ho definito. Però, pian piano e più passa il tempo, mi rendo conto che quando mi guardo allo specchio scopro dei nuovi lati che somigliano a lui.

Lo scorso aprile, al Teatro “Umberto Giordano” di Foggia, hai portato la Commedia scritta da tuo nonno “Il giorno del girasole”. Che emozioni hai provato?

Era un sogno che avevo da quando ho iniziato a fare recitazione. Infatti, la mia famiglia mi ha sempre chiesto di mettere in scena questo testo e io ho aspettato quello che pensavo potesse essere il momento giusto. Volevo farlo con tutta la maturità e la professionalità possibile, almeno auto valutandomi su quello che finora è stato il mio percorso. Al momento, nonostante abbia avuto la fortuna di fare tante cose belle e prestigiose anche con nomi importanti, rimane lo spettacolo più bello ed importante della mia vita. Le emozioni che mi ha dato dal punto di vista umano e professionale non credo che mi ricapiteranno più. Ho avuto compagni di viaggio meravigliosi, gente che mi ha supportato e mi ha aiutato a realizzare quello che per me era un Sogno.

Attualmente, a quali progetti stai lavorando?

In questi giorni debutto a Ferrara con una mia regia. È uno spettacolo comico di una attrice/clown italo-spagnola ed è una produzione che faccio in collaborazione con una compagnia danese, con la quale collaboro da qualche anno. A volte lavoro direttamente con loro andando in Danimarca. Questo progetto andrà in giro in tutto il mondo. È uno spettacolo senza parole, muto, di clowneria e quindi abbastanza internazionale. È stato creato per avere un tale mercato. Poi ci sono tantissimi altri progetti. Il mese prossimo debutterà, a Catania, una mia regia per il Teatro Mobile e intanto continuo a girare con tutti gli altri miei spettacoli: “Richiamo per fagiani” e “La legenda di Moby Dick”. Recenti sono le mie collaborazioni con il Teatro Nazionale di Genova, di cui io sono allievo. Collaboro con loro come attore e regista e come assistente alla regia di Giorgio Gallione. Ultimamente abbiamo messo in scena, con protagonista Elio di “Elio e le storie tese” “Il Grigio” di Gaber e Luporini.

Luca Cicolella Con Elio
Luca Cicolella con Elio

Quali sogni hai ancora nel cassetto?

Tantissimi. Più che altro continuo a comprare armadi con cassetti invece di sogni, perché sono convinto che avere la fortuna di fare un lavoro che corrisponda alla propria passione sia la cosa più bella del mondo. Una volta che raggiungi un traguardo, diventa quello stesso lo stimolo per iniziare a sognare nuove cose. Sicuramente mi piacerebbe lavorare un po di più nel cinema e nella televisione. Inoltre, il prossimo progetto è quello di dare continuità a delle storie di Foggia. Ad esempio, con uno spettacolo su Mario Nero, un testimone di giustizia dell’omicidio Panunzio. Uno dei miei sogni è di fare qualcosa di importante per la mia terra che dia lustro, memoria e gloria alla nostra città.

Cosa rappresenta per te Foggia?

Foggia è il cuore, la casa, le radici. Come spesso capita le radici, dopo qualche tempo si irrobustiscono talmente tanto da voler lasciare la terra. Però rimangono sempre perché rappresentano il posto da cui siamo venuti.

Luca Cicolella
Luca Cicolella
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