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GoGoDoors, l’app “made in Foggia” per gestire i check-in

Sviluppata da quattro foggiani "GoGoDoors" è l'app che permette ai clienti di effettuare il Check-In anche in assenza del gestore: abbiamo incontrato il founder Gianluca Scaringi per farci mostrare come funziona

Abbiamo già avuto modo di presentarvi GoGoDoors, l’app sviluppata da quattro foggiani che permette ai clienti di effettuare il Check-In anche in assenza del gestore: l’app, gratuita, comprende un Device facile da istallare che, attraverso Host e Guest, consente la totale gestione della struttura, in piena autonomia.

L’idea dei quattro foggiani Gianluca Scaringi, Saverio Colecchia, Emanuele Salvatore e Roberto Parisi, ha vinto il Premio Nidi 2017 ‘La promessa del web’, assegnato durante l’Innovation Day di Imola promosso da “Innovami”, il centro per l’innovazione e incubatore d’imprese che, da cinque anni, premia i progetti imprenditoriali più innovativi.

Abbiamo incontrato il founder del progetto, Gianluca Scaringi, per farci raccontare la storia di GoGoDoors e come funziona.

Come nasce GoGoDoors?

“Come tutte le idee è nata da un’esigenza, nel nostro caso si trattava della problematica del check-in; il tutto nasce più di quattro anni fa: ero in Germania ed alloggiavo in un appartamento prenotato su ‘Airbnb’ e notai subito quelle che erano le problematiche per i clienti di questo servizio in quanto si è vincolati dagli orari del gestore, i quali spesso non coincidono con l’arrivo del cliente, costretto a dover girare con le proprie valige fino alla pausa-pranzo del gestore; poi si sono verificati casi in cui  il gestore da appuntamento per la consegna delle chiavi in un bar ed il cliente è costretto poi a dover raggiungere l’appartamento con ‘Google Maps’. Successivamente mi sono ritrovato dall’altra parte quando, qui in Italia, ho affittato un mio appartamento su ‘Airbnb’ ed effettivamente non è facile conciliare le esigenze di un cliente con quelle personali (da gestore) specie nei casi di check-in notturni; diventa complesso così conciliare il lavoro con la gestione di una struttura soprattutto se pensiamo ai ritardi dei treni, degli aerei e degli autobus che influenzano notevolmente questo mercato. Ho cercato così delle soluzioni su Internet ma ho trovato solo i tastierini utilizzabili solo in strutture indipendenti: non si può installare infatti nel portone di un condominio se tutti i condomini non sono d’accordo. Ho esposto la problematica ai miei amici, che adesso sono anche i miei soci, così abbiamo sviluppato insieme il device, superando ogni giorno varie difficoltà, e l’app scaricabile gratuitamente”.

GoGoDoors
Il Device di GoGoDoors, credits: gogodoors.com

Avete raggiunto i traguardi sperati?

“Si, in primo luogo con la realizzazione del progetto e i primi ordini di ‘GoGoDoors’; abbiamo vinto un premio a ‘Innovami’, l’incubatore di Imola che ogni anno organizza un contest di startup, classificandoci tra le prime otto idee su ottanta partecipanti, e abbiamo vinto infine il premio come ‘Promessa del web’; siamo stati contattati poi da una giornalista di Sky, dalla NBC, che ci ha intervistati a Milano. Di recente abbiamo superato le selezioni per ‘Be Heroes’ e le prime fasi di ‘Shark Tank’, un programma televisivo in cui sono protagonisti aspiranti imprenditori che raccontano la loro idea e il loro business plan a potenziali investitori”.

GoGoDoors
Il Device di GoGoDoors, credits: gogodoors.com

A cosa puntate per il futuro?

“Puntiamo al 3% del mercato italiano: nel mondo ci sono circa quattro milioni di host ed il nostro scopo è introdurre potenziali affittuari, possessori di seconde case e appartamenti al mare che non possono gestire un’attività del genere perché magari vivono lontano, al mondo dell’homes rent”

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