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Fluidia, la startup foggiana che progetta test diagnostici non invasivi

Una startup innovativa, operante nei settori life sciences & medical devices, che punta a rivoluzionare la diagnostica molecolare del cancro e di altre patologie molto diffuse mediante una tecnologia innovativa, brevettata e scalabile

Fluidia è una startup innovativa, operante nei settori life sciences & medical devices, che punta a rivoluzionare la diagnostica molecolare del cancro e di altre patologie molto diffuse mediante una tecnologia innovativa, brevettata e scalabile.

Il Team di Fluidia annovera personale con competenze trasversali che spaziano dall’ambito chimico-biologico a quello clinico-oncologico e biostatistico che si integrano con una consolidata esperienza nel project management e nella divulgazione dei risultati della ricerca.

Il team, giovane ma con esperienza

La startup é stata fondata all’inizio del 2016 da Massimo Papale, Patologo Clinico e Dottore di Ricerca in medicina molecolare con lunga esperienza di ricerca post-dottorato presso varie istituzioni nazionali tra cui il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e le Università di Bari e Foggia ed Elena Ranieri, Biologa e Dottore di Ricerca in Farmacologia Clinica, attualmente Professore Associato di Patologia Clinica presso l’Università di Foggia, con esperienza pluriennale, sia in Italia che all’estero, nella ricerca di base e traslazionale sul tumore renale.

Il resto del team è costituito da Valeria Mezzolla, R&D Manager, Maria Teresa Rocchetti, Chemist e R&D, Francesco Pesce, Biostatistician, Giuseppe Lucarelli, Clinical Study Manager, Eustacchio Montemurno, R&D support, Antonio Giusto, Project Management, Nicola Marino, COO, Roberto Papale, Data Analyst, Rosaria Quitadamo, Social media communication, Flavio Vincenti, Product Designer. Abbiamo intervistato i fondatori per scoprirne di più su questo affascinante progetto di ricerca.

L’esigenza di trasformare le ricerche in prodotti

Raccontateci l’idea alla base del progetto e la nascita della startup.

“Il progetto imprenditoriale di Fluidia nasce dall’esigenza di trasformare le nuove scoperte scientifiche in prodotti fruibili per tutti. Un numero crescente di studi evidenzia il ruolo centrale delle proteine modificate (ad esempio fosforilate) come parametri più accurati, misurabili direttamente nei fluidi biologici per identificare precocemente molti tumori. Il progetto nasce dalla necessità di sviluppare un approccio innovativo, rapido ed economico per misurare questo tipo di biomarcatori al fine di ottenere informazioni più accurate sullo sviluppo di patologie umane. La Startup mira a sviluppare una nuova generazione di test diagnostici accurati attraverso l’applicazione della propria tecnologia ai numerosi biomarcatori descritti giorno per giorno nella letteratura scientifica internazionale come nuovi strumenti di diagnosi precoce. Il test R/pR di Fluidia è nato cosí,  come strumento che permette di rendere semplice ed economica l’analisi di due proteine una nella forma intera e l’altra modificata per consentirne l’uso come biomarcatori accurati di tumore renale” – ci racconta il dr. Papale.

“Il progetto imprenditoriale di Fluidia ha trovato un’applicazione pratica nella valorizzazione dei risultati generati in un un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Puglia che stavamo conducendo sul carcinoma renale (RCC). Uno dei marcatori individuati nel progetto (Raf Kinase Inhibitor Protein – RKIP) aveva le caratteristiche ideali per essere testato con il metodo teorizzato nel brevetto depositato da Fluidia infatti si presentava nelle urine sia in forma intera e che modificata (pRKIP) e il dosaggio combinato delle due forme permetteva di ottenere indicazioni sia sulla diagnosi che sulla prognosi del tumore del rene” – aggiunge la dott.ssa Ranieri che conclude – Parte dei risultati ottenuti nel progetto sono descritti in un lavoro originale ‘Urinary RKIP/p-RKIP is a potential diagnostic and prognostic marker of clear cell renal cell carcinoma‘ pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale ‘Oncotarget’ che costituisce anche la base scientifica per supportare l’utilitá del test R/pR per la diagnosi precoce del tumore renale”.

Ranieri e Papale
Da sinistra i cofounder Elena Ranieri e Massimo Papale, crediti: Fluidia

Un brevetto e una seconda domanda depositata

Che genere di business-plan avete adottato? Dove siete arrivati, dove vorrete arrivare e cosa vi occorre?

“Fluidia ha completato la messa a punto del prototipo del test R/pR e ha depositato una seconda domanda di brevetto che rende il metodo alla base del test R/pR applicabile a qualunque proteina modificata. In questo modo la società intende espandere il proprio portfolio di test diagnostici basati sull’analisi delle proteine modificate a moltissime patologie invalidanti come il cancro, le malattie cardiovascolari e quelle neuro-degenerative” – spiega Papale.

Gli obiettivi che la società intende perseguire nei prossimi due anni sono: validare l’efficacia del test R/pR come strumento di diagnosi precoce in una coorte ben selezionata di pazienti a rischio per il tumore del rene, del colon retto e del polmone; realizzare il dispositivo in una duplice versione, un test immunoenzimatico tradizionale per uso nei laboratori analisi e dispositivo miniaturizzabile da distribuire nelle farmacie; consolidare le partnership con aziende del settore biomedicale per accelerare il processo di validazione ed immissione nel mercato del test R/pR; rafforzare l’attività di ricerca e sviluppo mediante l’attrazione delle migliori risorse umane per poter condurre in modo continuativo e costante lo sviluppo di nuovi prototipi basati sulla propria tecnologia proprietaria al fine di velocizzare l’immissione nel mercato di test diagnostici sempre più accurati; rispondere concretamente all’esigenza percepita dalla popolazione generale di ottenere la diagnosi precoce e, conseguentemente, una maggiore possibilità di cura e guarigione da numerose malattie invalidanti come il cancro. Gli obiettivi che ci siamo posti sono ambiziosi e costosi. La piena realizzazione del progetto non può prescindere dall’individuazione di partnership strategiche che possano garantire le risorse necessarie per finanziare le ultime prove tecniche e applicare il test a centinaia di pazienti attraverso uno studio clinico autorizzato” – conclude il ricercatore foggiano.

La burocrazia: un bastone fra le ruote

Quali sono le difficoltà nello sviluppo?

“Principalmente di tipo burocratico – risponde la prof.ssa Ranieri – “l’avvio della start-up, sia di tipo ​gestionale, la ricerca di fondi per l’espletamento delle attività di Fluidia”.

“Le attività condotte da Fluidia sono state finanziate, fino ad ora, quasi in toto dai soci fondatori. Il primo premio ottenuto al contest internazionale di startup ‘Heroes 2017’ ha consentito di cofinanziare parte delle attività di R&D e di coprire i costi per il deposito di una seconda domanda di brevetto. La principale difficoltà attuale è quella di individuare fonti di finanziamento sia pubbliche (ad esempio commesse per attività di ricerca, partecipazione a progetti nazionali e internazionali) che private (ad esempio inserimento nella compagine societaria di partner tecnologici e finanziari adeguati) per consolidare il progetto imprenditoriale che richiede l’impiego di risorse economiche molto maggiori rispetto alle disponibilità dei soci” – aggiunge Papale.

“Fluidia ha mostrato di essere una start-up capace di raccogliere l’interesse sia della accademia (stiamo consolidando importanti collaborazioni con gruppi di ricerca internazionali di università italiane ed estere), sia del privato (stiamo chiudendo alcune partnership strategiche con imprese del settore). Nei primi due anni abbiamo ottenuto vari riconoscimenti quali StartCup Puglia (2016), Premio Heroes (2017) e  accesso alla fase finale di Italian Patent Competition (2018) promossa da Innogest Capital e dal Ministero dello Sviluppo Economico (2018). Tutto questo interesse ci fa guardare con grande ottimismo al futuro” – concludono i ricercatori.

Mezzolla
I ricercatori di Fluidia impegnati in alcune attività di laboratorio, crediti: Fluidia

Un metodo unico nel suo genere

Quali sono i vantaggi della nuova tipologia di test rispetto al tradizionale metodo diagnostico?

“L’innovazione di Fluidia consiste in un metodo, unico nel suo genere, semplice e brevettato che permette di misurare in modo rapido e non invasivo i livelli di espressione di una coppia di proteine (RKIP e fosfo-RKIP) ampiamente descritte nella letteratura scientifica come biomarcatori di varie forme di cancro. Ad oggi tali marcatori possono essere misurati in modo preciso e accurato, solo attraverso metodiche complesse come la Spettrometria di Massa (MS) il cui impiego per finalità di screening della popolazione a rischio è limitato dal costo delle strumentazioni, dalla  necessità di personale qualificato e della mancanza di protocolli condivisi tra i vari centri” – racconta Papale.

“A differenza di un’analisi di MS, il test R/pR è eseguibile in qualunque laboratorio analisi e questo aspetto ne può favorire in modo determinante la diffusione come strumento efficace di screening della popolazione a rischio. Il metodo è inoltre miniaturizzabile in dispositivi microfluidici per autodiagnostica per permettere l’esecuzione dell’analisi anche nelle farmacie o direttamente a casa. Inoltre, il metodo messo a punto da Fluidia può essere applicato a qualunque proteina modificata, costituendo la base per lo sviluppo di una nuova generazione di test per diagnostica in vitro. In definitiva la chiave dell’approccio di Fluidia é la semplicità di accesso all’analisi per i pazienti e l’attendibilità, validata scientificamente, dei risultati” – conclude il ricercatore.

Una campagna per la raccolta fondi

“La grande importanza non solo economica ma anche sociale e scientifica del nostro prodotto, ci ha spinto a considerare come prima scelta per finanziare le nostre attività quella dell’equity crowdfunding. Attraverso la campagna attiva sul portale mamacrowd.com piccoli e grandi investitori hanno la possibilità di acquisire direttamente quote di capitale sociale di fluidia per finanziare le attività strategiche della startup come la conduzione degli studi clinici necessari per validare il test R/pR, lo sviluppo del test miniaturizzato e l’estensione internazionale dei nostri brevetti” – spiega il dr. Papale.

“Ad ad un mese dal lancio della campagna abbiamo già raccolto oltre 80.000 euro, più del 50 % del capitale necessario per dare una spinta decisiva alla nostre attività future. L’aspetto più sorprendente ed emozionante emerso fino ad ora è che la maggior parte dei nostri sostenitori (oltre 50!) stanno contribuendo con versamenti di taglio medio piccolo (500/1000 euro) a riprova che il nostro progetto viene apprezzato per il suo elevato impatto sociale a prescindere dal ritorno economico. C’è una community che spinge dal basso perché il test R/pR riesca ad entrare in tempi brevi nel mercato, ora tocca al tessuto imprenditoriale darci una mano perché questo si realizzi” – conclude il ricercatore.

La campagna di Fluidia è accessibile al seguente link: https://mamacrowd.com/projects/184/fluidia?tab=profilo

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