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Giocatori senza stipendio da mesi. Il Volley Cerignola si ritira dal campionato

Gli atleti senza stipendio lasciano la squadra: l'Udas si ritira dal campionato di B

Senza soldi non si canta messa, né si completa un campionato. E’ finita alla penultima giornata d’andata l’avventura dell’Udas Volley Cerignola, nella serie B maschile di pallavolo. Il club biancazzurro ha infatti ufficializzato il ritiro della squadra, punta di diamante del movimento Udas, dopo la fuga dei giocatori preoccupati dalle difficoltà economiche della società e infastiditi dalla vana attesa degli ultimi due stipendi. “Le sempre più problematiche difficoltà economiche del main sponsor – è la nota dell’Udas Volley – sopraggiunte a seguito degli accordi presi, ma comunque sin dall’inizio del campionato, hanno causato malcontento e, soprattutto, generato sfiducia negli atleti, compromettendo la stessa loro prestazione, sia in allenamento, che in partita”.

Vani gli sforzi dei dirigenti e dell’amministrazione comunale di Cerignola per trovare risorse e coinvolgere imprenditori già impegnati nella sponsorizzazione di altre squadre o eventi in città. “Gli stipendi arretrati davano diritto al recesso dal contratto dei giocatori. A tutti gli atleti il nostro In bocca al lupo per il prosieguo dei campionati che andranno a giocare fino alla fine della stagione” prosegue la dirigenza dell’Udas.

Un momento doloroso, per una società impegnata nel volley da cinquant’anni, un fulmine a ciel sereno in una realtà che, negli ultimi anni, aveva trovato nello sport il suo riscatto sociale, dal calcio al basket al volley maschile e femminile. “Il sacrificio di una vita sfumato in un attimo” commenta Roberto Ferraro, direttore sportivo e allenatore dell’Udas Volley.

“La passione non basta più quando i campionati sono di alto livello – è l’amara chiosa della dirigenza – quando gli atleti sono dei professionisti che devono vivere di quanto praticano come mestiere, quando certi imprenditori denigrano e scoraggiano in interviste pubbliche la sponsorizzazione degli sport minori. Ci auguriamo che la nostra esperienza serva a far riflettere i tanti validi e generosi imprenditori della città, che possano capire che non basta dire sì a un progetto, ma bisogna sposarlo, sostenerlo, prendersene cura e guidarlo verso il successo che sicuramente arriva quando si persegue con responsabilità, serietà e professionalità”.

Fonte: bari.repubblica.it

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