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Da Signori a Insigne, i grandi attaccanti passati per il Foggia calcio

Negli ultimi vent’anni il Foggia è stato un luogo di passaggio e anche di formazione di grandissimi attaccanti

Nel calcio le tradizioni sono un appiglio per i tifosi, soprattutto per i più appassionati. Il caso dei supporter del Foggia è uno di questi: dopo tanti anni di agonia la squadra pugliese è finalmente tornata in Serie B sotto la guida di Giovanni Stroppa, ex centrocampista rossonero nella stagione 1993-94, una delle più illustri della storia dei Satanelli, con Zdenek Zeman in panchina. Grazie al lavoro di questo allenatore il Foggia non solo è tornato in B ma ha anche alzato al cielo la Supercoppa di Lega Pro dopo una roboante vittoria per 4-2 contro il Venezia. Ora, in un anno forzatamente di transizione, i ragazzi di Stroppa sono invischiati nella lotta per non retrocedere e si trovano per il momento in diciottesima posizione in classifica, il che li obbliga a migliorare i risultati se vogliono allontanare lo spettro del ritorno in Lega Pro. Secondo le quote dei bookmaker delle scommesse online, i pugliesi non sono tra i favoriti alla retrocessione, ma devono comunque guardarsi le spalle dalle dirette inseguitrici, che non si trovano poi così lontano in classifica.

Eppure negli ultimi vent’anni il Foggia è stato un luogo di passaggio e anche di formazione di grandissimi attaccanti, due dei quali sono ormai passato e presente anche della società più nobile del calcio italiano, ossia Giuseppe Signori e Lorenzo Insigne. Il primo è stato uno dei componenti del magico tridente delle meraviglie insieme a Ciccio Baiano e Roberto Rambaudi, un attacco che Zeman aveva creato quasi dal nulla e che nella stagione 1991-92 aveva stupito tutti in Serie A. Dopo quelle esaltanti prestazioni in rossonero, Signori fu notato dalla Lazio, dove approdò l’anno successivo diventando immediatamente il capocannoniere della Serie A con 26 reti, una cifra impressionante per quell’epoca. In seguito Signori si sarebbe imposto come capitano dei biancocelesti e ancora oggi è il secondo miglior marcatore della storia del club romano con 127 centri, superato solamente dalla leggenda Silvio Piola, che ne ha messi a segno 149. Vicecampione del mondo con l’Italia ai mondiali giocati negli Stati Uniti nel 1994, Signori avrebbe poi fatto anche le fortune del Bologna, dove giocò dal 1998 al 2004, e sarà per sempre ricordato come uno degli attaccanti mancini più letali degli anni ‘90.

Lorenzo Insigne è invece un progetto in divenire, sebbene si sia ormai imposto come bandiera e giocatore più risolutivo del Napoli, squadra della quale è tifoso. Anch’egli allenato da Zeman a Foggia, ma nella stagione 2010-11, dove segnò 19 reti in 33 partite, l’attaccante napoletano è ormai il faro della sua squadra e le sue reti con il Real Madrid e il Manchester City lo hanno consacrato anche a livello internazionale. Insigne è dunque il degno erede di Signori e della spiccata indole offensiva del Foggia di Zeman, una squadra che è diventata simbolo di spregiudicatezza e spettacolo puro, nonostante i risultati non l’abbiano mai premiata con la vittoria di un titolo.

 

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