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Arresto Sannella, la Procura di Milano: commissariare la squadra di calcio del Foggia in serie B

Clamoroso. Secondo il Corriere della Sera, la DDA avrebbe chiesto la nomina di un commissario giudiziale per un anno nei confronti del Foggia.

Vi riportiamo di seguito l’articolo del Corriere della Sera sulla clamorosa ipotesi di commissarriare il Foggia in seguito all’arresto di Fedele Sannella di questa mattina:

 

Sembra la trama di un film comico di Lino Banfi negli Anni ’70, tipo «Il presidente del Borgorosso Football Club», e invece è una ragione seria a portare oggi una Procura della Repubblica – quella di Milano nella sua articolazione del pool antimafia – a diventare per la prima volta temporaneamente «padrona» di una squadra di calcio di serie B come il Foggia. Il pm Paolo Storari e l’ex capo della Direzione distrettuale antimafia Ilda Boccassini (in uno dei suoi ultimi atti da procuratore aggiunto uscente) hanno, infatti, chiesto al gip Giulio Fanales il commissariamento del Foggia Calcio in base alle legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle società per reati commessi dai propri vertici nell’interesse aziendale: nelle casse sociali del team controllato dal patron Fedele Sannella, secondo l’accusa, a titolo di «finanziamento soci» sono stati riciclati dal commercialista Massimo Ruggiero Curci (ex socio ed ex vicepresidente onorario del Foggia) 2 milioni di euro frutto di evasioni fiscali, appropriazioni indebite e bancarotte commesse in precedenza nel settore delle cooperative dal commercialista arrestato due mesi fa e già sottoposto a ripetuti sequestri per circa 12 milioni di euro.

Amministratore giudiziario
Il Foggia Calcio verrà per ora gestito dall’amministratore giudiziario nominato dal giudice, senza che il commissariamento pregiudichi il normale proseguio del campionato di serie B, nel quale la squadra allenata da Giovanni Stroppa ha già abbastanza problemi trovandosi quartultima nell’attuale classifica e a un solo punto dalla zona retrocessione. Magistrati a capo di una azienda se ne sono visti tanti, e pure al comando della filiale italiana di un corriere internazionale, e anche alla guida dell’agenzia di una banca, di recente persino al timone di una grande Fiera metropolitana o di intere divisioni di un colosso dei supermercati: ma è la prima volta che su una squadra di calcio viene adottato un provvedimento di questa natura. Di vagamente assimilabile, benché sotto altra forma giuridica e sempre in maniera più indiretta, ci può forse essere il ricordo a metà degli Anni ’90 del sequestro delle azioni del Vicenza come indiretta conseguenza delle indagini del pm milanese Robledo sulla bancarotta della controllante Trevitex; o nel 2011 il temporaneo congelamento di un pacchetto di azioni del Palermo nel quadro di una indagine della Procura di Benevento sulla costruzione di un centro commerciale.

Le intercettazioni
Oltre alle analisi finanziarie e alle intercettazioni (che già avevano fondato i sequestri e l’arresto di Curci), i magistrati valorizzano un appunto manoscritto sequestrato a Curci con una contabilità di 13 consegne di denaro contante nelle mani di «Fedele», cioè di Fedele Sannella, amministratore della Esseci srl che controlla il Foggia Calcio, stamattina arrestato per l’ipotesi di reato di riciclaggio. Dal telefonino di Curci sono inoltre state estratte alcune chat con il direttore generale del Foggia Calcio, Roberto Dellisanti, nelle quali Curci rivendicava una quota di quasi 2 milioni pari al valore dei flussi finanziari versati nelle due precedenti stagioni calcistiche; e foto di manoscritti scambiati da Curci con il fratello, sui quali erano riportati gli importi del denaro contante consegnato — ad avviso degli inquirenti come stipendi «in nero» — a una decina di calciatori o ex tesserati del Foggia. Costoro sono stati ascoltati come testimoni l’8 novembre scorso, e allo stato sono rimasti non indagati benché abbiano «negato in modo del tutto inverosimile di aver ricevuto denaro in nero. Ma le menzogne più palesi — scrivono i magistrati — sono state rese il giorno dopo dall’amministratore delegato Dellisanti, che è arrivato addirittura a negare di sapere a cosa Curci si riferisse quando nel messaggio WhatsApp a lui inviato il 3 maggio 2017 riferiva della cifra di 328.000 euro; e da Fedele Sannella (socio di maggioranza del Foggia Calcio), che, di fronte a manoscritti a lui attribuibili e inerenti i pagamenti in nero ai giocatori, ha riferito di «progetti di spese future fatti come persone fisiche».

corriere della sera

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