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Accadde oggi: 1/9/1991, il Foggia spaventa l’Inter a San Siro

1 Settembre 1991. Prima giornata del campionato di Serie A 1991/92, al tempo "il più bello del mondo" che tutta Europa ci invidiava. Il Foggia di Zeman neopromosso in Serie A si presenta a Milano contro l’Inter, fresca della vittoria in Coppa Uefa, con personalità e sfrontatezza.

1 Settembre 1991. Prima giornata del campionato di Serie A 1991/92, al tempo “il più bello del mondo” che tutta Europa ci invidiava. Il Foggia di Zeman neopromosso in Serie A si presenta a Milano contro l’Inter, fresca della vittoria in Coppa Uefa, con personalità e sfrontatezza. E’ la giornata delle prime volte a San Siro. La prima di Corrado Orrico sulla panchina nerazzura, la prima di Zdenek Zeman in massima serie, la prima di tanti giocatori rossoneri al ballo dei debuttanti. I satanelli tornano in Serie A dopo tredici anni di assenza. L’Inter gioca in casa ma gli applausi sono tutti per gli ospiti.

Il Foggia è la stessa squadra che ha dominato il campionato di Serie B pochi mesi prima, ad eccezione di Petrescu e Shalimov. In avanti, ovviamente il trio delle meraviglie Signori-Baiano-Rambaudi. L’Inter, strafavorita, può contare su campioni affermati di calibro internazionale, da Matthaus a Klinsmann, tanto per citarne due. Il primo tempo si chiude sullo zero a zero. Poche le emozioni, satanelli abbottonati pronti a pungere in contropiede (da annotare soltanto una ripartenza non sfruttata da Rambaudi).  Nella ripresa il Foggia passa in vantaggio dopo sette minuti mandando in visibilio il settore ospiti: la rete è frutto di uno schema ben collaudato orchestrato da Rambaudi e finalizzato da Baiano che gonfia la rete per la prima volta in un campionato che lo vedrà entrare nel tabellino dei marcatori in sedici occasioni insidiando Van Basten sul trono dei bomber e che lo vedrà guadagnarsi la convocazione in nazionale. Sulle ali dell’entusiasmo, Signori e compagni provano addirittura a chiuderla, senza sfruttare gli enormi spazi concessi dall’impacciata retroguardia nerazzurra. Due mostri sacri come Brehme e Bergomi devono ricorrere alle maniere pesanti per far fronte alle scorribande dei tre tenori. Zenga però non deve compiere interventi degni di nota.

Foggia-Inter-Baiano

Passano nove minuti e i nerazzurri pareggiano con il giocatore meno atteso, il subentrato Ciocci. La rete del pareggio scuote l’Inter che si scrolla di dosso la pressione di un pubblico già spazientito e prova a cingere d’assedio l’area di rigore rossonera. Ma il Foggia non perde mai la bussola, squadra corta e razionale quella di Zeman, mai disunita. Nei minuti finali però c’è bisogno di uno strepitoso Franco Mancini che sale in cattedra e salva il risultato compiendo due prodezze su Klinsmann (ben contenuto dall’esordiente Matrecano) e Bianchi.

Fu soltanto la prima gioia di una stagione memorabile che i rossoneri chiuderanno al nono posto esportando calcio champagne su e giù per l’Italia, in quella giostra magnifica che rispondeva al nome di “Zemanlandia”. 1 Settembre 1991, l’Italia calcistica scopre il Foggia.

Ecco il tabellino del match:

Milano, 1 settembre 1991 – I° giornata
Inter – Foggia 1-1
Inter: Zenga, A. Paganin, Brehme, Ferri, Matthaus, Bergomi, Bianchi, Battistini (46’ Berti), Klinsmann, Pizzi (57’ Ciocci), Fontolan. A disposizione: Abate, Desideri, D. Baggio. Allenatore: Orrico
Foggia: Mancini, Petrescu, Codispoti, Picasso, Matrecano, Consagra, Rambaudi, Shalimov, Baiano, Barone, Signori. A disposizione: Rosin, Napoli, Grandini, Porro, Ricchetti. Allenatore: Zeman
Reti: 52’ Baiano, 61’ Ciocci
Arbitro: Cinciripini di Ascoli Piceno

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