Spese sanitarie sempre più pesanti: anche in Puglia una famiglia su quattro rinuncia alle cure

Un quarto degli intervistati dalla rivista Altroconsumo ammette che nell’ultimo anno almeno un componente della famiglia ha dovuto rimandare o rinunciare a prestazioni sanitarie necessarie

ROMA- Per molte famiglie italiane la tutela della salute si sta trasformando in un delicato equilibrio finanziario, fatto di scelte obbligate e, sempre più spesso, di rinunce. È quanto emerge da un’indagine condotta da Altroconsumo, che tra giugno e settembre 2025 ha raccolto le risposte di 1.415 cittadini, rappresentativi della popolazione italiana per età, genere, livello di istruzione e area geografica.

Secondo i dati diffusi dall’associazione, il 27% degli intervistati ha dichiarato di aver incontrato difficoltà nel sostenere, negli ultimi dodici mesi, le spese sanitarie essenziali: visite mediche, esami diagnostici, farmaci, cure e supporto psicologico. Una percentuale che sale al 33% nei nuclei familiari in cui è presente almeno una persona affetta da patologie croniche, dove il bisogno di cure è continuo e i costi diventano ricorrenti.

Il peso delle spese sanitarie risulta particolarmente gravoso nel Mezzogiorno, dove i redditi medi sono più bassi. La Campania registra la situazione più critica, con quattro famiglie su dieci in difficoltà. Seguono Sicilia e Puglia, entrambe al 36%. Anche nelle regioni economicamente più forti il fenomeno resta rilevante: in Lombardia il 20% delle famiglie segnala problemi, mentre nel Lazio la quota è del 17%.

Un altro dato significativo riguarda le rinunce alle cure. Un quarto degli intervistati ammette che nell’ultimo anno almeno un componente della famiglia ha dovuto rimandare o rinunciare a prestazioni sanitarie necessarie per motivi economici. Le prime a essere posticipate sono le cure odontoiatriche (21%), seguite dall’acquisto di occhiali e lenti a contatto (16%).

Le conseguenze di questi rinvii non sono trascurabili: per il 45% degli intervistati l’impatto è stato lieve, ma per un altro 45% le rinunce hanno causato problemi significativi, incidendo sulla salute e sulla qualità della vita. Nel 10% dei casi, l’effetto è stato definito grave.

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