Sinistra Italiana Capitanata: “I ghetti sono una scelta politica, servono interventi immediati per i braccianti”

FOGGIA – Sinistra Italiana Capitanata punta il dito contro Governo e Regione sulla gestione dell’emergenza abitativa dei braccianti stranieri, sostenendo che i ghetti «non sono una fatalità, ma il risultato di precise scelte politiche». Il partito interviene dopo l’occupazione simbolica della Basilica di San Nicola di Bari da parte di circa cento lavoratori di Torretta Antonacci, definendola «un atto di dignità» che denuncia il fallimento delle istituzioni.

Nel comunicato si richiama anche l’appello di Papa Leone ad «accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti» e si evidenzia come la perdita dei 54 milioni di euro del PNRR destinati al superamento del più grande ghetto agricolo della Capitanata rappresenti, secondo Sinistra Italiana, il risultato di anni di ritardi e promesse non mantenute.

Per il partito, le baraccopoli sono il simbolo di un sistema che alimenta caporalato, sfruttamento e ricatto sociale. Per questo vengono chiesti nuovi investimenti per garantire abitazioni dignitose, il potenziamento dei progetti della rete SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) e l’istituzione di un tavolo permanente in Prefettura con istituzioni, sindacati, associazioni e Terzo settore per costruire un piano di accoglienza diffusa.

Sinistra Italiana rivolge inoltre un appello al presidente della Regione Puglia e alla presidente del Consiglio affinché vengano assicurati servizi essenziali e nuove risorse per migliorare le condizioni di vita dei braccianti, chiedendo anche il superamento della legge Bossi-Fini e l’introduzione di strumenti che garantiscano permessi di soggiorno, residenza e pieni diritti ai lavoratori migranti.

«La Capitanata – conclude il partito – non può essere ricordata come la terra dei ghetti e dello sfruttamento, ma deve tornare a essere un territorio fondato sui valori del lavoro, della giustizia sociale e della dignità della persona».

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