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Serracapriola: il borgo longobardo della Puglia del Nord

Serracapriola, l’ultimo paese di Puglia che si affaccia sul Molise

Un borgo longobardo dal carattere spagnoleggiante. Serracapriola, l’ultimo paese di Puglia che si affaccia sul Molise.

Serracapriola è il borgo rurale della Puglia del Nord. Con il suo affaccio sul Tavoliere delle Puglie, dalle suggestive alture dei Monti Dauni si ammira il vasto confine con il Molise. Dal neolitico all’età del bronzo, numerosi insediamenti funsero da spartiacque tra il Fortore e il Saccione. Ovviamente anche i Dauni e le romane gens Capriolae lasciarono tracce sul Belvedere dei Preti e il Colle Arsano: l’inizio di Serracapriola. Nel XI secolo i Longobardi ne fortificarono la collina trasformandola in “Serra Carpriolae” in funzione di cerniera al Molise e di osservazione ed allarme avanzato verso il mare.

Chiesa di Santa Maria in Silvis

Tuttavia, leggenda vuole che il nome di Serracapriola derivi da un conte cacciatore che, inseguendo un capriolo, abbia raggiunto una grotta contenente l’altare di Santa Maria in Silvis, la cui chiesa è la più antica del paese. Accanto vi sorse un centro abitato dai Benedettini dell’Abbazia di Montecassino con una torre sveva in fortificazione del Fortore, quella che insieme al complesso abbaziale sarebbe diventato poi feudo degli Sforza e castello militare dei Guevara in quanto sede della Dogana delle Pecore. Solo con i Gonzaga, esso divenne corte domestica, subendo comunque contaminazioni stilistiche per tutto il XVI secolo fino a divenirne Castello Maresca.

Castello Maresca – photo credit; Italiavirtualtour.it

Lo splendore di Serracapriola persistette nell’800, periodo in cui risalgono le prime infrastrutture che trasformarono il paese in uno dei maggiori attrattori del Tavoliere delle Puglie e del Molise. L’aristocrazia del tempo era armentizia e terriera, facoltosa per la costruzione di suntuosi edifici dalle ringhiere in ferro battuto e corti interne ad ordine barocco come il Palazzo Arranga e il Palazzo Pilolli, che arricchiscono l’armonia del centro storico tra torri e mura di difesa medievali.

Palazzo Arranga, attuale Municipio

Uno splendore economico ed urbano violato dalle vicissitudini politiche della nuova Italia e dalle conseguenze belliche che ne comportò, tra cui l’invasione nazista del 1 ottobre 1943 che, nonostante comportò il sacrificio di alcuni cittadini, fu fatta franca dai serrani.   Non a caso, l’identità di Serracapriola affonda l’amor patrio e  le sue radici religiose in un santo guerriero di origine longobarda: San Mercurio Martire, soldato e martire di Cristo, che nelle prestigiose celebrazioni si affianca al rito agreste di Santa Rosalia. Suoni, rumori, sacrifici, petali e miscellanee sono a base di chitarra, Sciscèlè, Bbuchet-e-bbù, Cciarin e Troccèlè,  riportando ad un tempo molto arcaico, il periodo in cui i Longobardi diedero identità a questo borgo appulo-molisano.

Fonti: Caroselli, M., “Usi e Costumi d’Italia”, Gastaldi, 1962

Spinosa, N., “Civiltà dell’800 – Cultura e Società”, Electa, 1997.

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