Michele Leombruno, dirigente provinciale della Lega ed ex sindaco facente funzioni, lancia un grido di battaglia contro la decisione regionale di smantellare la postazione medicalizzata del 118. Una scelta che, per Leombruno, ha un nome solo: condanna a morte.
“È uno schiaffo in faccia alla dignità e alla vita dei cittadini. La Regione Puglia ha speso 264 mila euro per una nuova sede del 118 a Serracapriola. Lavori finiti. E ora? Vogliono chiudere temporaneamente il servizio 118. Questo non è un errore, è un crimine contro la salute pubblica”.
“Il 16 ottobre 2025 sono sopravvissuto a un infarto grazie al 118 di Serracapriola. Se avessero chiuso prima, oggi non sarei qui a denunciare. Quanti altri dovranno morire per l’arroganza di Bari? Prima buttano via 264 mila euro dei nostri soldi, poi ci tolgono l’unico presidio che ci salva la vita. È inaccettabile”, tuona Leombruno.
“Pensano che Serracapriola sia debole, senza voce. Si sbagliano di grosso. Questo non è un gioco politico, è una guerra per la nostra sopravvivenza. Chiamo a raccolta ogni cittadino: se non faranno marcia indietro, saremo in piazza, bloccheremo tutto. Serracapriola non arretra, io non arretro. Il 118 non si tocca!”, assicura l’ex sindaco.
