Una svolta strutturale per il sistema sanitario regionale. La Regione Puglia ha trasmesso oggi ai Ministeri competenti il nuovo Piano Operativo triennale 2026-2029, lo strumento straordinario finalizzato al contenimento del disavanzo e alla riorganizzazione dell’offerta ospedaliera.
Il provvedimento si è reso necessario a fronte del disavanzo record di 349 milioni di euro consuntivato nel 2025 e arriva a distanza di otto anni dalle prime richieste avanzate dal Governo centrale per il rientro nei parametri nazionali.
Il piano si fonda sull’adeguamento agli standard previsti dal Decreto Ministeriale 70 e prevede due principali linee di intervento.
Rete materno-infantile: cinque punti nascita in valutazione
Il primo asse riguarda i punti nascita che non raggiungono la soglia minima di 500 parti l’anno, limite fissato a livello nazionale per garantire sicurezza e qualità assistenziale. Sulla base dei volumi attuali, sarebbero cinque le strutture interessate dalla possibile soppressione: Galatina e Gallipoli in provincia di Lecce, San Severo e Cerignola in provincia di Foggia e Castellaneta in provincia di Taranto.
Si tratta di presidi la cui chiusura era stata più volte scongiurata in passato grazie alla mobilitazione dei territori. La Regione ha precisato che qualsiasi determinazione sarà preceduta dal confronto con le parti sociali e con la Conferenza dei Sindaci e che, anche in caso di chiusura, sarà garantita la continuità dell’assistenza ginecologica attraverso il mantenimento degli ambulatori dedicati.
Posti letto: aperta la trattativa su 470 esuberi
Il secondo asse riguarda la rimodulazione dei posti letto. Il piano individua 470 posti considerati eccedenti. Su questo punto l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia ha annunciato l’avvio di un’interlocuzione con i Ministeri: nel conteggio sarebbero stati ricompresi anche i letti dei nuovi nosocomi di Taranto – San Cataldo e Monopoli-Fasano, in larga parte sostitutivi di strutture esistenti destinate alla dismissione. L’esubero effettivo, secondo la Regione, risulterebbe quindi inferiore.
La razionalizzazione, una volta definita, interesserebbe prioritariamente le aree chirurgiche a più basso tasso di utilizzo, tra cui ortopedia, urologia e cardiologia, con l’obiettivo di ottimizzare la spesa e riallocare il personale verso i reparti con maggiore carenza di organico.
Il Piano Operativo, il cui via libera definitivo è previsto per il 21 luglio, si configura come uno dei provvedimenti di maggiore impatto per la sanità pugliese degli ultimi anni, chiamato a conciliare l’esigenza di sostenibilità economica con la tutela dei servizi sui territori, in particolare nell’area foggiana.
