BARI – “Il buco sanitario della Regione Puglia non nasce negli anni precedenti, ma esplode nel 2025, proprio nell’anno delle elezioni regionali”. È l’accusa lanciata da Napoleone Cera, consigliere regionale e vicecommissario della Lega in Puglia, intervenuto sul tema del disavanzo sanitario regionale da circa 350 milioni di euro.
Secondo Cera, il dato più significativo sarebbe legato proprio al periodo in cui si è registrato il deficit. “Nel 2025 – sostiene – il Governo Meloni aveva trasferito alla Puglia 139 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente, eppure il buco è aumentato comunque”. Il consigliere punta il dito contro l’aumento delle spese per consulenze e personale sanitario, senza che, a suo dire, vi sia stato un miglioramento dei servizi offerti ai cittadini. A confermarlo, secondo l’esponente della Lega, sarebbe anche il dato sulla mobilità sanitaria passiva, con un numero crescente di pugliesi costretti a curarsi fuori regione.
“Perché in anno elettorale sono aumentate le spese discrezionali senza migliorare la qualità dell’assistenza? Chi ha autorizzato quelle consulenze e con quali criteri sono stati gestiti i costi del personale?”, chiede Cera, sollecitando chiarimenti pubblici e un confronto in Consiglio regionale.
Nel mirino anche l’ipotesi di aumento dell’addizionale Irpef per coprire il disavanzo sanitario. “Oggi il presidente Decaro scarica il conto sui pugliesi – conclude – ma quel deficit ha una storia precisa, delle responsabilità e delle scelte politiche che devono essere spiegate ai cittadini”.
