BARI – La Puglia si avvicina a una scadenza cruciale con i ministeri dell’Economia e della Salute senza avere le coperture necessarie per sanare il disavanzo sanitario, arrivato alla cifra record di 369 milioni di euro. Una situazione che potrebbe portare al commissariamento del sistema sanitario regionale.
Il deficit, in crescita dal 2019, è legato a diversi fattori: l’aumento dei costi, il calo della popolazione – che ha comportato una riduzione di circa 250 milioni nel fondo sanitario nazionale – i 345 milioni spesi per la mobilità passiva, oltre alle uscite elevate per farmaceutica e Sanitaservice, come evidenziato dall’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia. A differenza degli anni precedenti, questa volta la Regione non potrà coprire il disavanzo con risorse proprie. Sono infatti venuti meno strumenti straordinari utilizzati in passato, come l’uso di maggiori entrate fiscali o minori contributi alla finanza pubblica. Di fronte a questo scenario, le opzioni sono due: aumentare l’addizionale Irpef, attraverso un passaggio in Consiglio regionale, oppure andare incontro al commissariamento, affidandosi alle procedure previste dalla normativa nazionale. La prima strada implica una scelta politica forte, che chiama in causa anche le responsabilità della precedente legislatura guidata da Michele Emiliano. La seconda, invece, comporterebbe l’intervento diretto dello Stato, con la Regione che verrebbe formalmente commissariata per non aver presentato entro i termini il piano di rientro dal disavanzo.
