San Severo, la Lega firma la sfiducia alla sindaca Colangelo

SAN SEVERO – La Lega ha firmato la sfiducia che ha posto fine all’amministrazione di San Severo. Tra le dimissioni c’è infatti anche quella della capogruppo Marianna Orlando. È una scelta pesante, assunta fino in fondo, e la Lega non si nasconde: la rivendica.

“Nessuno firma a cuor leggero la fine di un’amministrazione – dichiara Marianna Orlando, capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di San Severo -. Ma c’è un momento in cui restare significa diventare complici di una paralisi. San Severo era ferma da mesi: opere bloccate, progetti rallentati, una città in ostaggio di crisi continue. Due azzeramenti di giunta in poco più di un anno non sono un incidente, sono il fallimento di un metodo. Abbiamo aspettato fino all’ultimo uno scatto di orgoglio, una scelta di responsabilità. Non è mai arrivato”.

Sulla linea politica interviene Napoleone Cera, consigliere regionale e vicecommissario della Lega Puglia: “Voglio essere chiaro, perché è la verità dei fatti: la Lega non ha cercato la rottura, l’ha evitata fino all’ultimo respiro. Abbiamo convocato più volte il tavolo del centrodestra. Abbiamo chiamato Fratelli d’Italia, li abbiamo invitati a sedersi, a discutere, ad assumersi le proprie responsabilità per dare a San Severo una guida vera. Risposta? Nessuna. Il nulla. Un silenzio che pesa come un macigno su una città lasciata sola”.

“Chi in questa maggioranza aveva il maggior numero di consiglieri ha scelto di non scegliere – prosegue Cera -. Ha lasciato che tutto si trascinasse, ha preferito guardare invece di decidere. Quel silenzio non è neutralità: è una responsabilità politica precisa, e oggi i cittadini sanno bene di chi è. Noi, almeno, ci abbiamo messo la faccia”.

Cera analizza poi la radice della crisi: “Questa amministrazione è caduta perché non ha mai avuto un perimetro politico. Si è governato per ispirazioni personali invece che con una squadra. Si è sostenuto un candidato di un’area per poi votarne uno di segno opposto. Si sono cambiate giunte come si cambiano le stagioni. Questo non è governare, è galleggiare. E San Severo non poteva continuare a pagare il conto di una barca senza timone”.

Poi il monito, che va oltre San Severo. “Lo dico da vicecommissario regionale a tutti gli alleati del centrodestra: quello che è successo qui è una lezione che nessuno può permettersi di ignorare. I territori non si governano con i silenzi, con i calcoli e con le convenienze del momento. Si governano con il coraggio di sedersi a un tavolo, di assumersi le responsabilità e di scegliere. Chi si tira indietro quando serve presenza, chi tace quando serve una voce non sta facendo gli interessi della coalizione: sta lasciando soli i cittadini e indebolendo tutto il centrodestra. La Lega c’era e c’è. Ma pretende alleati che ci siano davvero, non solo nei momenti comodi. A San Severo deve essere l’ultima volta che il nostro elettorato viene tradito da chi preferisce guardare la crisi invece di risolverla”.

Ora si volta pagina, l’auspicio di Orlando: “San Severo riparte da zero, ma riparte sul serio. La Lega c’è e ci sarà, con la stessa serietà di sempre: vicina ai cittadini, attenta ai problemi veri, pronta a costruire insieme alla città un’amministrazione finalmente all’altezza. Non abbiamo firmato contro qualcuno. Abbiamo firmato per San Severo, perché a questa città non serviva l’ennesimo rimpasto. Serviva il coraggio di ricominciare”.

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