SAN SEVERO – Quasi 2.000 studenti hanno attraversato oggi le strade di San Severo per far sentire la propria voce e rivendicare una scuola capace di garantire diritti, opportunità e prospettive concrete per il futuro. Neppure la pioggia ha fermato la mobilitazione del 21 ottobre, che ha visto ragazze e ragazzi sfilare insieme dalla stazione ferroviaria fino a piazza Municipio.
«Più scuola, più futuro» è lo slogan che ha accompagnato la manifestazione, dando voce a un disagio che riguarda la vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie. Al centro della protesta, il caro vita, la contrarietà ai tagli all’istruzione e le preoccupazioni per la riforma degli istituti tecnici promossa dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Il primo tema è quello dei costi sempre più elevati che gravano sui bilanci familiari. Dalle spese quotidiane a quelle necessarie per raggiungere gli istituti scolastici, il caro vita rischia di rendere più difficile l’accesso all’istruzione, limitando le opportunità soprattutto per chi vive in condizioni economiche più fragili. Per gli studenti, il diritto allo studio deve essere garantito a tutti, senza dipendere dalle disponibilità economiche delle famiglie.
La mobilitazione ha posto inoltre l’accento sulla necessità di investire nella scuola, contestando i tagli e la riduzione delle risorse destinate all’istruzione. Gli studenti chiedono strutture adeguate, servizi efficienti e maggiori opportunità formative, ribadendo che la scuola rappresenta un investimento fondamentale per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese.
Nel mirino anche la riforma degli istituti tecnici, rispetto alla quale vengono sollevate preoccupazioni per le possibili ricadute sull’organizzazione dei percorsi di studio e sulla qualità della formazione. La richiesta è quella di valorizzare l’istruzione tecnica e professionale senza sacrificare la preparazione culturale degli studenti, evitando che la scuola venga subordinata esclusivamente alle esigenze immediate del mercato del lavoro.
La partecipazione di quasi 2.000 giovani, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, rappresenta il segnale di una generazione che chiede ascolto e vuole essere coinvolta nelle scelte che riguardano il proprio futuro.
Dal corteo è arrivato un messaggio rivolto alle istituzioni: investire nelle nuove generazioni significa garantire il diritto allo studio, migliorare la qualità dell’offerta formativa e offrire a tutti le condizioni per costruire il proprio percorso di crescita.
«Non chiediamo privilegi, ma diritti. Non chiediamo promesse, ma investimenti». È il senso della protesta che ha attraversato San Severo, trasformando le strade della città in uno spazio di partecipazione e rivendicazione.
Una giornata che, al di là dello slogan, richiama l’attenzione su una questione centrale: il futuro del Paese passa dalla scuola e dalle opportunità che sarà in grado di offrire alle nuove generazioni.
A San Severo, quasi 2.000 studenti hanno scelto di ricordarlo scendendo in piazza, anche sotto la pioggia. Con una richiesta chiara: più scuola, più futuro.
