Un momento di riflessione profonda che si trasforma in azione concreta. Si è svolto ieri, 19 marzo 2026, presso l’Auditorium Piergiorgio Frassati della parrocchia San Giuseppe, il convegno di studi “L’immigrazione interroga la società e la chiesa”. Un evento di alto profilo che ha visto la partecipazione delle massime autorità civili e religiose, riunite per affrontare una delle sfide più complesse della modernità.

La notizia più rilevante emersa durante i lavori riguarda l’importante sinergia tra l’amministrazione comunale e la diocesi. L’idea, lanciata dall’ufficio comunale referente per l’inclusione dei cittadini stranieri (guidato dal dottor Pierfrancesco Mirarchi), è stata accolta con favore dall’arcivescovo monsignor Franco Moscone.
L’iniziativa prevede l’apertura di un ufficio specifico per gli immigrati, nato per rispondere alla crescente richiesta di accesso ai servizi del presidio ospedaliero “Casa Sollievo della Sofferenza”. Per rendere operativo questo supporto, i CAF presenti sul territorio di San Giovanni Rotondo, tramite un protocollo d’intesa, metteranno a disposizione mediatori culturali con il compito di facilitare l’accesso alle cure e la presa in carico dei pazienti stranieri all’interno dell’ospedale fondato da San Pio.

L’evento, accreditato presso il CROAS Puglia e il COA del Tribunale di Foggia, ha visto un parterre di ospiti illustri. Dopo i saluti della dottoressa Rosa Merla (delegata diocesana università Cattolica), del dottor Antonio Incollingo (commissario prefettizio) e di Monsignore Franco Moscone, la prima sessione è stata affidata alla professoressa Laura Zanfrini, dell’università Cattolica di Milano, che ha delineato le sfide sociologiche del fenomeno migratorio.
La seconda parte del pomeriggio è stata caratterizzata da un tavolo di confronto coordinato dalla stessa Zanfrini, che ha visto la partecipazione di figure chiave della legalità e del sociale: il prefetto di Foggia, dottor Paolo Giovanni Grieco; il questore di Foggia, dottor Alfredo D’Agostino; il dottor Paolo Balzamo, giudice onorario del tribunale dei minorenni di Bari; il dottor Costanzo Cascavilla (ambito territoriale); don Stefano Mazzone e la professoressa Dina Diurno dell’ufficio diocesano migranti ed infine il dottor Pierfrancesco Mirarchi, referente comunale per l’inclusione.

La presenza massiccia di avvocati e assistenti sociali ha sottolineato la natura tecnica e formativa dell’incontro. Il dibattito ha evidenziato come l’immigrazione non sia solo una questione di sicurezza, ma un processo che richiede mediazione e garanzia della dignità umana.
Il protocollo con i CAF e il coinvolgimento di Casa Sollievo della Sofferenza pongono San Giovanni Rotondo come un laboratorio di integrazione d’eccellenza, capace di trasformare l’accoglienza in un percorso strutturato che parte dal diritto fondamentale alla salute.
