Salatto: portare i grandi gruppi ad investire al Sud 

Il presidente di Confindustria Foggia: «La Zes 2.0 punta a ridurre il carico della  burocrazia sugli investimenti in tutto il Paese, il Nord può fare da apripista al Sud» 

FOGGIA – «L’estensione della Zes unica 2.0 su scala nazionale può aiutare a sbloccare alcuni  nodi storici nel Sud e in provincia di Foggia». Il Presidente di Confindustria Foggia,  Potito Salatto, sottolinea come il piano strategico di Confindustria ed Intesa San  Paolo, presentato a Bari la scorsa settimana, possa risvegliare l’interesse di grandi  gruppi nazionali verso quelle aree del Mezzogiorno considerate marginali. 

«Può essere la nostra grande occasione – sottolinea Salatto – il sistema della Zes  funziona, ma al Sud c’è bisogno di grandi investimenti infrastrutturali che solo i  grandi gruppi possono portare. Invogliarli ad investire in tutte le aree del paese  disincentivando la burocrazia, apre scenari accattivanti: il Nord può fare da apripista  al Sud, dal momento che è qui che ci sono gli incentivi economici». 

Con la Zes unica 2.0 si punta a ridurre la burocrazia in tutta Italia sui nuovi  investimenti, Banca Intesa mette sul piatto 60 miliardi di finanziamenti. «La Zes unica nazionale – afferma Salatto – renderebbe più omogenee le aree del paese  sul piano concettuale. Sul piano operativo potrebbe avvicinare al Sud i grandi player  nazionali ed internazionali che oggi lo snobbano, o quasi.  Ha ragione il Presidente Orsini quando sottolinea la capacità per il Sud diventare la  nuova piattaforma industriale del paese, grazie a queste nuove forme di  incentivazione». 

«Dobbiamo fare in modo – sottolinea Salatto – che una misura di carattere  emergenziale diventi strutturale. Per far questo servono investimenti più importanti e  coraggiosi, incentivati dalla Zes. Un territorio come la Capitanata dal grande  potenziale attrattivo per la sua posizione geografica – rileva il Presidente di  Confindustria Foggia – attende il superamento di alcuni nodi storici per decollare: mi  riferisco, in particolare, al potenziamento del traffico portuale di Manfredonia con  l’indotto di Melfi ed a uno sviluppo più organico dell’industria agroalimentare oggi  demandata alla visione e alla buona volontà di alcuni grandi aziende. Va sviluppato  un quadro d’insieme tra le associazioni d’imprese e le istituzioni del territorio – l’appello di Salatto – non possiamo lasciare la capacità di investire nelle mani del  primo, pur meritevole, che se ne occupi».

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