Home»Rubriche»Book Reporter #3: “Nessuno come noi”, l’amore ai tempi dei paninari

Book Reporter #3: “Nessuno come noi”, l’amore ai tempi dei paninari

Erano gli anni '80 e tutto era diverso. Luca Bianchini torna tra i banchi di scuola con il suo ultimo libro "Nessuno come noi" e ci trascina negli anni delle sit-com e delle musicassette

Book Reporter è la nuova rubrica di Foggia Reporter dedicata ai libri. Recensiremo un libro al mese, cercando di incuriosirvi il più possibile e di raccontarvi a nostro modo il mese attraverso la lettura di un libro da noi scelto. Questo progetto si svolge in collaborazione con la libreria Kublai – Libri. Cibi. Incontri di Lucera. Che siate o meno assidui frequentatori di librerie o biblioteche potete dare un’occhiata al nostro articolo che verrà pubblicato alla fine di ogni mese per darvi di volta in volta consigli di lettura.

Gennaio è il mese in cui si fanno liste di buoni propositi per il nuovo anno, cercando di mangiare meno cioccolata e di leggere qualche libro in più. È il mese in cui il Natale viene riposto in una scatola e lo si saluta con un pizzico di malinconia, le ghirlande fanno posto ai nuovi calendari e nostra madre continuerà a proporci il panettone avanzato dal 24 come merenda. E mentre la puntina del giradischi scorre su un 45 giri di Madonna comprato in un negozietto un po’ impolverato riviviamo i “fantastici” anni ’80, non quelli scimmiottati dalle band di ora che sembrano produrre canzoni tutte uguali solo perché “va di moda”. I veri anni ’80 non torneranno più e sono quelli che lo scrittore torinese Luca Bianchini ha raccontato nel suo ultimo romanzo Nessuno come noi.

Candy Candy, la Girella, le felpe della Best Company, le lire, il Moncler, il vinile dei Duran Duran consumato, i paninari, i poster, le patatine fritte che sembravano ostriche e champagne per ragazzi di sedici anni che in quegli anni avevano solo fame di baci. Nessuno come noi, uscito in tutte le librerie il 10 gennaio edito da Mondadori, è tutto questo, è un tuffo in un tempo in cui non esistevano messaggi su WhatsApp o eBook, si scrivevano bigliettini, si suonavano i campanelli, si telefonava portandosi il lungo filo del telefono fisso in tutte le camere per allontanarsi da orecchie indiscrete e soprattutto le dita toccavano la carta ruvida dei libri non superfici piatte e fredde.

Siamo a Torino ed è il 1987, in un liceo scientifico Vince (aspirante diciassettenne), Cate (compagna di banco e amore segreto di Vince) e Spagna (la dark della scuola dalla lingua pungente) sono conosciuti da tutti come “Tre cuori in affitto”, così come si chiamava il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. Al loro gruppo si aggiungerà poi l’ultimo arrivato, Romeo, lo stereotipo del figlio di papà a cui tutto sembra dovuto.

Tra palazzoni alti, grigi e tristi in una Torino sempre di corsa e al culmine del suo sviluppo industriale, Bianchini torna tra i banchi di scuola del liceo Majorana di Moncalieri quando l’apparenza era tutto e se indossavi un Moncler rosso fuoco eri uno che contava qualcosa. Tutti dovevano essere etichettati e quindi c’era la dark, la bella, il paninaro, lo sfigato, il punk o l’alternativo.

Storie adolescenziali quelle raccontate da Bianchini, dal profumo nostalgico di latte, Nesquick e biscotti GranTurchese, ma raccontate bene. Storie di ragazzi per cui la parola “diario” significava solo una cosa, ed era fatta di pagine e pagine di segreti, note del prof e dediche, non era di certo quello di Facebook.

E poi c’è la prof di italiano, Elisabetta Bottone, soprannominata “Betty Bott” perché un giorno si era presentata in classe con una maglia di Betty Boop. Era un’insegnante appassionata, un po’ sola forse ma che «apparteneva a quella categoria di insegnanti che considerano gli allievi non come un peso, ma come esseri umani». La sua vita si intreccia con quella dei suoi studenti e anche lei cadrà nella terribile trappola adolescenziale, quella per cui non ti danno un preavviso ma capita come un fulmine a ciel sereno, l’amore. Più generazioni si incontrano e si intersecano tra loro in un tempo lontano dal nostro ma non poi cos’ diverso.

I libri di Bianchini diventano subito pellicole cinematografiche, lo è stato “Io che amo solo te” e quest’anno “La cena di Natale”, chissà se anche la storia di Vince, Cate, Spagna e Romeo sarà trasformata in film. Noi nel frattempo mettiamo su un disco degli Spandau Ballet e sogniamo quegli anni ’80 unici ed eterni.

 

0
Condivisioni
Pinterest Google+
Articolo precedente

Foggia-Messina anticipata alle 16.30

Articolo successivo

Il Foggia cede Quinto: andrà alla Lumezzane

Nessun commento

Lascia un commento