“Ritagli di libertà”: il gesto collettivo di chiusura con i cittadini foggiani

La performance di Daniela d’Elia sarà l’epilogo della mostra di arte tessile

Dopo il grande successo di pubblico e partecipazione registrato nelle scorse settimane, la mostra “Ritagli di libertà” di Daniela d’Elia si prepara a vivere il suo momento conclusivo con un evento aperto alla città. Domenica 3 maggio, alle ore 11.00, presso il Museo Civico di Foggia, si terrà il “gesto collettivo di chiusura”, un appuntamento simbolico e partecipato che invita tutta la cittadinanza a essere protagonista.

Ideato e realizzato dall’artista foggiana, con il sostegno dell’Inner Wheel Club Foggia C.A.R.F., il patrocinio del Comune di Foggia – nell’ambito dei “100 giorni per la legalità” – e la collaborazione di CSV Foggia e dell’organizzazione di volontariato Genoveffa De Troia, il progetto è nato all’interno della Casa Circondariale di Foggia. Qui, attraverso un intenso percorso creativo, Daniela d’Elia – con un gruppo di donne detenute – ha trasformato storie personali, fragilità e desideri in opere tessili cariche di significato.

“Ritagli di libertà” è molto più di una mostra: è un’esperienza artistica e umana che restituisce voce e dignità a vissuti spesso invisibili, costruendo un ponte tra il carcere e la comunità esterna. Ogni filo, ogni cucitura racconta un frammento di vita, una tensione verso il futuro, la possibilità concreta di ricominciare.

L’inaugurazione, svoltasi lo scorso 15 aprile, ha registrato un grandissimo successo, con la partecipazione di ben 160 persone, testimoniando fin da subito l’interesse e la sensibilità della comunità foggiana – e non solo – verso il progetto. Nei giorni successivi, la mostra ha continuato a raccogliere numerose visite, coinvolgendo anche scolaresche e gruppi, che hanno attraversato il percorso espositivo con grande partecipazione ed emozione, spesso accompagnate da momenti di profonda riflessione e commozione.

Proprio alla luce di questa straordinaria risposta, la mostra è stata prorogata fino al 3 maggio, data in cui si terrà l’evento conclusivo, una performance con le percussioni di Alfredo Ricciardi. Un’azione condivisa, un gesto collettivo che vuole simbolicamente affidare alla comunità le storie e i messaggi emersi durante il progetto.

L’appuntamento del 3 maggio rappresenta quindi non solo la chiusura di un percorso espositivo, ma un momento di restituzione e responsabilità collettiva.

L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, chiamata a partecipare attivamente per dare continuità al senso più profondo dell’iniziativa: nessuno si salva da solo e solo attraverso relazioni, ascolto e condivisione è possibile costruire nuovi orizzonti.

L’ingresso è libero.

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