ROMA – Il Decreto ministeriale 385 del 25 novembre, che ripartisce oltre 34 milioni di euro destinati alla cultura, ignora completamente la clausola del 40% per il Mezzogiorno. Dei fondi, infatti, 31,8 milioni finiscono a enti del Centro-Nord, mentre solo 2,2 milioni riguardano voci non territorializzabili. Per il Sud: zero euro.
La distribuzione è eloquente: milioni a Spoleto, Pesaro, Ferrara, Ravenna, Fiesole; nessun ente meridionale compare nelle tabelle del Ministero. Una cancellazione totale. A rendere il quadro ancora più amaro è il fatto che il decreto è stato varato con il parere favorevole delle Commissioni Cultura di Senato e Camera, quindi anche dei parlamentari meridionali, inclusa la foggiana Anna Maria Fallucchi, ( presente quel giorno, per l’approvazione definitiva della «Giornata nazionale degli abiti storici» da lei proposta) che non hanno sollevato obiezioni né difeso il principio di equità territoriale.
L’unica forza politica ad opporsi è stato il Movimento 5 Stelle, con l’intervento del senatore Pirondini . Astenuti i partiti di opposizione, con le componenti D’Elia (PD) e Sbrollini (IV) .Tutti gli altri hanno lasciato passare un provvedimento che, ancora una volta, priva il Mezzogiorno delle risorse a cui avrebbe diritto.
