BARI – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (40 voti a favore e tre astensioni), con il voto favorevole di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, oltre a quello dei partiti di maggioranza, e l’astensione della Lega, il disegno di legge di modifica alla legge regionale 30 maggio 2025, n. 7, concernente la disciplina dell’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee, e alla legge regionale 29 settembre 2025, n. 15, introducendo una serie di correttivi finalizzati a garantire una più efficace applicazione della normativa, a recepire le osservazioni formulate dal Governo e a favorire una gestione equilibrata della risorsa idrica nel rispetto delle esigenze ambientali e produttive del territorio.
Il provvedimento interviene a pochi mesi dall’entrata in vigore della riforma regionale e recepisce le osservazioni formulate dai Ministeri competenti nell’ambito del ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dinanzi alla Corte costituzionale, rimuovendo i profili di illegittimità costituzionale contestati e superando le criticità emerse nel confronto istituzionale con lo Stato.
Il dibattito, a tratti acceso, ha testimoniato l’importanza del tema e la necessità di trovare un equilibrio tra esigenze normative, sostenibilità ambientale e salvaguardia delle attività produttive. Numerosi gli emendamenti proposti da maggioranza e opposizione, che hanno significativamente migliorato il testo finale, come a più riprese chiesto dalle associazioni di categoria negli ultimi mesi. Anche il consigliere regionale Napoleone Cera ha espresso voto favorevole alla legge, nonostante la scelta di astensione del gruppo consiliare della Lega del quale è parte, ritenendo questo provvedimento un passo concreto nella giusta direzione.
“Siamo di fronte, così come oggi modificata, a una norma fondamentale – ha dichiarato Cera – che dà finalmente risposte chiare a migliaia di agricoltori che, soprattutto in questo momento storico segnato da difficoltà economiche e climatiche, hanno bisogno di certezze e non di ulteriori ostacoli”. La legge, infatti, introduce un quadro regolatorio più chiaro sull’utilizzo delle acque, elemento essenziale per la sopravvivenza e la competitività dell’agricoltura pugliese. Allo stesso tempo, consente di evitare sanzioni sproporzionate e troppo onerose che avrebbero messo in seria difficoltà molte aziende del settore.
“Non possiamo chiedere agli agricoltori di essere custodi del territorio e della sostenibilità – ha aggiunto il consigliere – senza garantire loro strumenti adeguati e regole certe. L’acqua è un bene prezioso, che va tutelato con responsabilità ma anche con buon senso e attenzione verso chi la utilizza per produrre cibo e valore per le nostre comunità. Votare sì a questa legge significa stare dalla parte degli agricoltori – ha concluso Cera – significa riconoscere il loro ruolo fondamentale e accompagnarli verso un futuro fatto di sostenibilità, legalità e sviluppo”.
