BARI – Sono sette i ricorsi presentati al Tar della Puglia contro l’esito delle elezioni regionali dello scorso novembre. Oggi è scaduto il termine ultimo per il deposito degli atti e ora la partita si sposta nelle aule del Tribunale amministrativo, dove si deciderà il futuro di alcuni seggi del Consiglio regionale.
Al centro delle contestazioni c’è la ripartizione dei seggi tra i collegi provinciali, che ha prodotto forti squilibri tra numero di voti ottenuti e rappresentanza finale.
Nel Partito Democratico, Sergio Blasi, primo dei non eletti a Lecce con 13mila preferenze, chiede di subentrare al collega Giovanni Vurchio, eletto nella Bat con 3.500 voti. Stessa linea per Francesca Bottalico, che con 6.700 voti a Bari nella lista Decaro Presidente rivendica il seggio assegnato al foggiano Giulio Scapato, fermo a 3.900 preferenze.
Contenzioso anche in Fratelli d’Italia, dove Domenico Damascelli, forte di 10.600 voti e secondo nel collegio barese, punta al ripescaggio dopo che il partito ha ottenuto un solo consigliere.
Diversa la posizione di Lucia Parchitelli: pur avendo raccolto 23mila voti, è rimasta fuori perché quarta nel collegio di Bari per il Pd. I suoi legali contestano però la legge elettorale, chiedendo che alla maggioranza di centrosinistra vengano attribuiti 32 seggi anziché 29.
Lo stesso nodo normativo è alla base dei ricorsi presentati dai dirigenti di Alleanza Verdi Sinistra e da Stea e Leoci di Avanti Popolari, esclusi dal Consiglio per il mancato superamento della soglia di sbarramento del 4%. Secondo i ricorrenti, la percentuale andrebbe calcolata sui voti complessivi delle liste e non su quelli dei candidati governatori.
Ora la parola passa al Tar: l’esito dei ricorsi potrebbe ridisegnare gli equilibri politici della Regione Puglia.
