Raccolta differenziata: il confronto tra Foggia e Bari al centro del dibattito di Cataneo

Dati Regione Puglia 2024: Bari al 45,97%, Foggia al 24,34%. Cataneo contesta il divario nonostante la stessa gestione AMIU Puglia e chiede piano straordinario, costi TARI chiari e servizi omogenei

Stessa società di gestione, risultati molto diversi. È il nodo al centro dell’intervento del consigliere comunale di Foggia Pasquale Cataneo, che interviene nel dibattito sulla raccolta differenziata replicando alle recenti dichiarazioni dell’assessora all’Ambiente Lucia Aprile.

Secondo Cataneo non sono sufficienti gli annunci, ma servono servizi efficienti, organizzazione puntuale, investimenti e maggiore trasparenza accompagnata da adeguati controlli.

Il consigliere invita a leggere i numeri nella loro interezza, senza limitarsi ai miglioramenti percentuali degli ultimi mesi. Il dato di fondo, evidenzia, è il divario che continua a separare i due capoluoghi serviti entrambi da AMIU Puglia.

I dati ufficiali richiamati sono quelli della Regione Puglia contenuti nella Deliberazione della Giunta regionale n. 1866/2025, relativi all’anno 2024: Bari ha raggiunto il 45,97% di raccolta differenziata, Foggia si è fermata al 24,34%. Un divario di 21,63 punti percentuali, che assume un significato particolare se confrontato con il 4% registrato a Foggia nel 2014. Una distanza che, secondo il consigliere, impone una riflessione sull’organizzazione, sull’efficacia e sui costi del servizio, a partire dalla TARI a carico di cittadini e imprese.

Viene riconosciuto un percorso di miglioramento compiuto a Foggia, ma si sottolinea come tale progresso, ottenuto a costi elevati, non possa essere considerato di per sé soddisfacente. Anche il dato del 33,96% recentemente richiamato dall’amministrazione, osserva Cataneo, resta lontano dall’obiettivo nazionale del 65% e necessita di una ufficializzazione statistica con un riferimento temporale certo.

La questione, nella lettura proposta, non è celebrare l’incremento di qualche punto percentuale, ma comprendere le ragioni per cui Foggia fatichi a recuperare terreno, sostenendo costi maggiori e ricevendo minori servizi dalla stessa azienda rispetto a Bari.

Le differenze non riguarderebbero soltanto le percentuali. Vengono segnalate criticità legate all’organizzazione concreta del servizio: raccolta organizzata su sei giorni su sette, copertura ancora parziale delle nuove postazioni intelligenti, modalità di conferimento ritenute difficoltose con l’uso di griglie anziché boccaporti, disparità tra quartieri nell’introduzione della separazione dell’organico, mancato riutilizzo di cassonetti tradizionali ancora in buone condizioni e attività di vigilanza e controllo giudicata inadeguata.

A ciò si aggiungono le problematiche relative al verde pubblico, alla manutenzione e al decoro urbano, elementi che incidono sulla percezione complessiva della qualità ambientale, che non si misura solo con la percentuale di differenziata ma anche con la pulizia delle strade e la cura degli spazi pubblici.

Cataneo richiama quindi la necessità di un confronto trasparente tra le due città anche sul fronte economico, con una valutazione puntuale dei costi del servizio e delle tariffe TARI applicate alle utenze domestiche e non domestiche, mettendo in relazione spesa sostenuta, attività svolte e risultati ottenuti.

La richiesta rivolta all’amministrazione comunale e ad AMIU Puglia è quella di definire un piano straordinario di miglioramento del servizio, con obiettivi misurabili, scadenze precise, investimenti dedicati, potenziamento dei controlli e pubblicazione periodica dei risultati.

Un approccio che, nelle intenzioni, dovrebbe superare la logica degli annunci per puntare su programmazione e trasparenza, rendendo pubblici i dati su costi, copertura territoriale, raccolta dell’organico e standard qualitativi garantiti nei diversi quartieri. Il confronto con Bari, conclude la nota, non va inteso come competizione tra città, ma come strumento per individuare le disfunzioni e intervenire per colmare un divario che viene segnalato dal 2014.

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